GLORIE NOSTRANE

Pozzolo: "Non guidavo ubriaco". Vannacci: "Se ha sbagliato pagherà"

Il deputato vercellese affida a un video la sua difesa. Per il generale la vicenda attiene alla "vita privata" ma pur escludendo per ora provvedimenti mette le mani avanti. E nel partito si aspetta di capire se la sbandata peggiore sia stata quella dell'auto o quella politica

«Non mi sono mai messo alla guida in stato alterato». Emanuele Pozzolo affida a un video pubblicato sui social la propria difesa dopo l'incidente di martedì scorso sulla superstrada tra Biella e Cossato. Il deputato di Futuro Nazionale attribuisce l’uscita di strada al nubifragio e all’acquaplaning, respingendo ogni ricostruzione che lo descriva come un automobilista al volante in condizioni alterate e minacciando azioni legali contro chi sosterrà il contrario.

Ma mentre il parlamentare vercellese prova a riportare la vicenda sul terreno della cronaca stradale, gli atti sono già arrivati alla Procura di Biella e il caso continua a produrre effetti politici dentro il movimento guidato da Roberto Vannacci.

Gli atti in Procura

Il problema non è soltanto la dinamica dell'incidente. La Polizia Stradale ha infatti trasmesso gli atti alla Procura di Biella ravvisando una possibile violazione penale dell’articolo 186 del Codice della strada e non un semplice illecito amministrativo. Dagli accertamenti eseguiti sul posto il parlamentare sarebbe risultato positivo all’alcoltest con un valore che, secondo le prime ricostruzioni, si aggirerebbe attorno al doppio del limite consentito.

Un elemento che ora dovrà essere verificato nelle sedi competenti e sul quale lo stesso Pozzolo annuncia battaglia, contestando di fatto le ricostruzioni che lo descrivono come un automobilista alla guida in stato di alterazione.

Guarda qui il video

Il generale in imbarazzo

Se sul piano giudiziario la vicenda seguirà il suo percorso, sul piano politico il danno è già evidente. A correre in soccorso del suo referente piemontese è stato Roberto Vannacci. Intervenendo a Radio Cusano nel programma Battitori Liberi, il leader di Futuro Nazionale ha cercato di separare il piano personale da quello politico.

«Quello che è successo a Pozzolo non c’entra con il suo profilo politico», ha spiegato l’europarlamentare. «Ha fatto un incidente in macchina e questo riguarda la sua vita privata». Vannacci non minimizza però l’episodio: «La legge è uguale per tutti e se Pozzolo ha sbagliato si prenderà la sanzione che merita. Sicuramente non è il massimo dell’esempio». Nessuna intenzione, almeno per ora, di adottare provvedimenti disciplinari: «L’esempio è anche quello di beccarsi la sanzione così come se la prendono tutti i cittadini». Parole che somigliano a una difesa, ma anche a una presa di distanza preventiva.

Tensioni dentro Fn

Dietro le dichiarazioni ufficiali, tuttavia, il clima appare meno sereno. Secondo fonti interne la vicenda avrebbe provocato forte irritazione ai vertici del movimento, con un Vannacci preoccupato per il danno d’immagine provocato da uno dei suoi uomini più esposti. Futuro Nazionale ha smentito categoricamente l’esistenza di tensioni e definito false le indiscrezioni su rapporti incrinati tra il generale e il parlamentare piemontese. Di certo il generale sa bene che un caso del genere, esploso alla vigilia di un passaggio cruciale per il movimento, è l'ultima cosa di cui avrebbe bisogno.

IL 13 e il 14 giugno il movimento celebrerà la sua prima assemblea nazionale e Pozzolo, tra i primissimi ad aver seguito Vannacci nell’avventura politica, è diventato nel frattempo uno degli uomini più influenti della struttura organizzativa. O almeno lo era fino a qualche giorno fa.

I galloni contestati

Il deputato vercellese aveva infatti avuto un ruolo decisivo nella costruzione dei nuovi organismi dirigenti, imponendo i nomi dei sei rappresentanti lombardi destinati alla direzione nazionale. Una scelta che avrebbe alimentato malumori e persino qualche abbandono. Nelle chat interne, raccontano fonti vicine al movimento, circolano messaggi tutt'altro che teneri. «Il Generale ha sempre detto che i galloni si conquistano sul campo. Mi auguro che le nomine siano il risultato del lavoro e dell'impegno dimostrati e non di scelte già definite in anticipo», scrive uno degli esponenti critici.

Nel mirino finisce anche il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni, alla guida di quello che gli avversari interni definiscono con sarcasmo il «giglio marcio» dei toscani. Ora molti scommettono che il peso politico di Pozzolo possa essere ridimensionato e che le sue nomine – tra cui quella dell'ex leghista Max Bastoni, vicino a Lealtà e Azione – possano finire rapidamente in discussione. In politica, si sa, i vuoti vengono riempiti in fretta.

Da Rosazza alla superstrada

Per Pozzolo il problema è che questo nuovo episodio arriva dopo una vicenda che continua a inseguirlo come un’ombra: lo sparo partito durante il veglione di Capodanno del 2023 nella sede della Pro Loco di Rosazza. Un colpo esploso dal mini revolver detenuto dal parlamentare che ferì uno dei presenti e che trasformò un deputato fino ad allora quasi sconosciuto in un caso nazionale. Da allora sono arrivati l’uscita da Fratelli d’Italia, l’isolamento politico e infine l’approdo nella galassia vannacciana, dove aveva trovato una seconda possibilità e un ruolo di primo piano.

Il paradosso è che l’incidente del 2 giugno rischia di avere conseguenze politiche persino più pesanti dello schianto contro il fossato. Per uno dei primi fedelissimi del generale, il rischio è che i galloni conquistati in pochi mesi possano essere persi molto più velocemente. E che dentro Futuro Nazionale siano già in molti pronti a contendersi il posto lasciato libero da una nuova scivolata.