In Piemonte 23 morti sul lavoro tra gennaio e aprile, -11% sul 2025

Ventitré morti sul lavoro in Piemonte nei primi quattro mesi del 2026, 16 sul posto e sette in itinere. Un calo dell'11,5% rispetto al primo quadrimestre del 2025, ma il Piemonte resta zona arancione, con un numero di morti superiore alla media nazionale e Alessandria e Vercelli che risultano le province più pericolose per i lavoratori, classificate come zona rossa. A fornire i dati l'Osservatorio sicurezza e ambiente Vega, che individua le aree italiane più fragili elaborando una mappatura del rischio rispetto all'incidenza della mortalità. "Il calo delle vittime registrato nei primi quattro mesi del 2026 rispetto allo scorso anno è un segnale positivo, ma da leggere con prudenza. 23 vittime in quattro mesi restano un bilancio pesante. Un quadro che conferma la necessità di intervenire in modo mirato, soprattutto nei territori e nei settori produttivi più esposti. Ed è proprio l'incidenza a far emergere con maggiore precisione le aree più fragili, andando oltre il solo numero assoluto delle vittime e restituendo una fotografia più aderente al reale livello di rischio per i lavoratori", commenta l'ingegnere Mauro Rossato, presidente dell'Osservatorio. A livello provinciale, la maglia nera va a Torino, con 10 vittime totali, di cui sette in occasione di lavoro. Seguono Vercelli (4), Cuneo e Alessandria (3), Novara (2), Verbano-Cusio-Ossola (1). In zona bianca, non avendo registrato casi di infortuni mortali, si trovano Biella e Asti. Le attività manifatturiere sono quelle nelle quali viene denunciato il maggior numero di infortuni sul lavoro (1.632 denunce su 13.035 totali) mentre il settore costruzioni è il più colpito da incidenti mortali, con quattro vittime a fine aprile 2026. 

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