REGIONE PIEMONTE

Robotto al vertice del grattacielo,
Cirio stringe le redini della Sanità

L'ex numero uno di Arpa e di Ires, attualmente a capo dell'Ambiente, succederà a Frascisco. Sfumata l'ipotesi Fenu. Conferma di Sottile? Giunta politica: il governatore vuole sopire malumori sui "prelievi" di risorse ai vari assessori per tappare i buchi delle Asl

Un grand commis che conosce come pochi altri la macchina regionale, anche nei suoi ingranaggi più complessi. Quelli sui quali, quando c'è stato da mettere mano, lo ha fatto con competenza ed esperienza, guadagnandosi stima e considerazione ben oltre gli schieramenti politici.

Non sorprende dunque affatto, anche se arrivata senza il minimo bisbiglio di anticipazione, la scelta di Angelo Robotto quale successore di Paolo Frascisco a quel vertice – non formalmente, ma sostanzialmente, primus inter pares – dei mandarini del grattacielo regionale rappresentato dalla Direzione della Giunta.

La nomina ufficiale è attesa nei prossimi giorni, ma la decisione porta già il timbro del quarantesimo piano. È lì che passano dossier, equilibri e non pochi problemi. Un ruolo strategico nei rapporti con l’esecutivo e indispensabile per tenere insieme le molte anime della macchina burocratica regionale.

Attualmente Robotto guida la Direzione Ambiente, settore che nei prossimi giorni dovrà trovare un nuovo timoniere, anche se durante il periodo di vacatio l’ingegnere, laureato in Chimica al Politecnico di Torino, assicurerà insieme ai dirigenti una transizione ordinata. Nella sua lunga carriera il sessantenne dirigente, nato a Casale Monferrato, ha ricoperto numerosi incarichi di prestigio: dalla direzione dell’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, a quella dell’Ires, l'Istituto di ricerche economiche e sociali del Piemonte. È stato inoltre consulente di commissioni parlamentari e professore a contratto all'Università del Piemonte Orientale. Nonché perito giudiziario per conto di numerose procure.

La scelta del governatore

Il suo nome – come spesso accade quando parte la giostra dei papabili – è stato tenuto al riparo da possibili “bruciature”. Per l’ambita poltrona lasciata da Frascisco, infatti, pareva – e per un certo periodo è stata – data per certa la nomina di Giuliana Fenu, dirigente di lungo corso e di rito ciellino, attualmente alla guida delle Attività Produttive.

Altri profili hanno circolato, seppure con minori probabilità, per quel ruolo che Alberto Cirio, d’intesa con il resto della Giunta e della maggioranza, ha deciso di affidare all’ingegnere chimico che in più occasioni ha dimostrato di saper gestire al meglio questioni e dossier complessi, spesso ulteriormente complicati dalle inevitabili alchimie politiche. Con una caratteristica che nei palazzi vale quasi quanto una virtù: quando gli si sottopone un problema, difficilmente si limita a spiegarlo. Di solito arriva già con la soluzione.

Fiducia nel dottor Sottile

Se una direzione si prepara a cambiare guida dopo il pensionamento del suo titolare, un’altra si appresta invece alla riconferma. Come ribadito in più occasioni dall’assessore meloniano Federico Riboldi, che ha smentito con decisione le voci di segno contrario, Antonino Sottile continuerà per altri tre anni a dirigere la Sanità piemontese. Anche in questo caso c’è l'imprimatur – e qualcosa di più – del governatore. Dovrà però superare le ultime resistenze di una parte della giunta, che attribuisce a Sottile la responsabilità di aver ingessato il settore, rinviando decisioni considerate ormai non più procrastinabili.

L’ex direttore dell’Istituto di Candiolo, arrivato nel luglio 2023 all’allora sede di corso Regina Margherita dopo il pensionamento di Mario Minola e quando assessore era ancora il leghista Luigi Icardi, rappresenta un punto di riferimento importante per il settore che costituisce il vero core business della politica regionale. Una materia complessa, densa di problemi che non si risolvono con annunci e promesse, ma che richiedono spesso quell’understatement sabaudo che il messinese Sottile, in Piemonte dagli anni Novanta, ha ormai assimilato pienamente. Forse troppo.

La probabile riconferma del direttore della Sanità arriverà, insieme alla nomina di Robotto, con gli atti che la Giunta approverà nei prossimi giorni. Non nella riunione dell’esecutivo di oggi, che sarà invece dedicata a una discussione politica su alcune questioni strategiche, tra cui proprio la sanità e i suoi conti.

Il “prelievo forzoso”

Cirio ha ben chiaro il quadro che si è determinato all’interno della Giunta dopo l’indispensabile “questua”, per non chiamarlo prelievo forzoso, chiesto agli altri assessorati per consentire il ripiano del bilancio sanitario 2025. Per dirla brutalmente, molti assessori si ritrovano con i cassetti quasi vuoti e margini di manovra ridotti al lumicino e questo, naturalmente, non contribuisce al buonumore dei colleghi di Riboldi, compresi quelli del suo stesso partito.

A rendere ancora più difficile da digerire quella manovra, peraltro inevitabile, non vi sarebbero soltanto le rappresentazioni fornite dall’assessore circa le maggiori prestazioni garantite grazie agli oltre 200 milioni necessari per coprire il disavanzo, ma anche la diffusa sensazione che, nonostante lo sforzo finanziario, la sanità piemontese continui a non dare quei segnali di svolta che vengono annunciati da mesi.

All’ultimo piano del grattacielo sono arrivati molteplici segnali che indicano la necessità di linee d’azione più chiare e incisive, soprattutto sul fronte del controllo dei conti, rispetto agli immancabili annunci ottimistici e a rappresentazioni spesso eccessivamente semplificate delle misure da adottare per migliorare i servizi ai cittadini, a partire dalle liste d’attesa.

La moral suasion di Cirio

Tocca ancora una volta a Cirio sfoderare le sue ben note capacità di mediazione e persuasione, probabilmente le doti politiche che più di ogni altra gli vengono riconosciute. Un colpo al cerchio e uno alla botte: rassicurare gli assessori sempre meno convinti dalla gestione della partita sanitaria e, nello stesso tempo, chiedere a Riboldi un'azione più incisiva, chiara e visibile sul fronte dei conti e dei risultati.

Troppo spesso, infatti, gli effetti delle misure adottate non vengono percepiti dall’opinione pubblica, generando un pericoloso cortocircuito tra narrazioni ottimistiche e una realtà che molti cittadini continuano a giudicare ben diversa, soprattutto quando si confrontano con le difficoltà quotidiane del sistema sanitario.

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