Curve in castigo, trasferta proibita: pugno duro del Viminale contro Torino e Juventus
13:38 Mercoledì 10 Giugno 2026Fino al 3 novembre niente seguito lontano da casa per granata e bianconeri: settori ospiti chiusi e biglietti vietati. Pesa il caso del tifoso juventino Basoccu, dimesso dalle Molinette dopo oltre due settimane di ricovero per il trauma cranico subito negli incidenti.
Per dieci giornate niente valigie, sciarpe e pullman organizzati. Per i tifosi di Torino e Juventus la prossima stagione inizierà con il cartello “trasferta vietata”. Il Ministero dell’Interno ha deciso di usare il pugno duro dopo quanto accaduto il 24 maggio scorso, quando il derby della Mole è degenerato ben prima del fischio d’inizio trasformando le strade attorno all’Olimpico Grande Torino in un teatro di scontri, lanci di bottiglie, bombe carta e cariche della polizia.
La misura scatterà fino al 3 novembre e prevede la chiusura dei settori ospiti negli stadi dove granata e bianconeri giocheranno lontano da casa. Non solo: sarà vietata la vendita dei biglietti ai residenti nelle aree interessate. Per il Torino il divieto riguarda i tifosi residenti in Piemonte; per la Juventus si allarga anche alla Lombardia, bacino storico di una parte consistente del tifo organizzato bianconero.
Il conto del derby
Una sanzione pesante che arriva come conseguenza diretta di uno dei derby più tesi degli ultimi anni. Quel pomeriggio le due tifoserie cercarono ripetutamente il contatto già dalle ore precedenti la gara. Gli scontri provocarono il grave ferimento di Marco Leonardo Basoccu, commercialista trentaseienne tifoso della Juventus, colpito alla testa e sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico alle Molinette. Dopo oltre due settimane di ricovero, Basoccu è stato dimesso il 9 giugno, lasciando l’ospedale in buone condizioni neurologiche, anche se dovrà sottoporsi a un ulteriore intervento nelle prossime settimane.
Non è la prima volta
Per il Torino, peraltro, non si tratta di una novità assoluta. La tifoseria granata era già finita nel mirino delle autorità nella scorsa stagione dopo gli incidenti verificatisi in occasione della partita contro il Verona dell’11 aprile. Da lì erano arrivati i divieti per le trasferte di Cremona e Udine.
Il provvedimento odierno segna però un salto di qualità. Non colpisce una singola frangia o una specifica partita, ma due delle tifoserie più numerose e radicate del Paese per quasi un terzo del campionato.
Il ritorno della linea dura
La decisione del Viminale si inserisce in una strategia che negli ultimi anni ha visto crescere il ricorso a restrizioni territoriali, chiusure di settori e limitazioni alla vendita dei tagliandi. Una linea che punta a isolare le componenti più violente del tifo organizzato, ma che inevitabilmente finisce per coinvolgere anche migliaia di sostenitori estranei agli scontri.
Come spesso accade in questi casi, a pagare sarà l’intera curva. E non è detto che basti. Perché la storia del calcio italiano insegna che i divieti allontanano i tifosi dagli stadi, ma raramente riescono da soli a disinnescare le rivalità che covano lontano dai tornelli.
L’applicazione concreta del provvedimento sarà demandata di volta in volta ai prefetti delle province interessate dalle gare. Resta inoltre da chiarire un aspetto: se il divieto riguarderà soltanto le partite ufficiali o se verrà esteso anche alle amichevoli estive che precederanno l’inizio del campionato. Una risposta arriverà nelle prossime settimane. Nel frattempo, per granata e bianconeri, la stagione delle trasferte è già finita prima ancora di cominciare.


