Borghi (Iv), troppo facile scrivere "salvate il soldato Crosetto"

"Sarebbe fin troppo facile scrivere oggi 'salvate il soldato Crosetto'. Ma la vicenda fa affiorare una serie di nodi politici sui quali è bene riflettere. Perché se il centrosinistra vuole candidarsi al governo del paese, e sostituire una coalizione che sta andando a pezzi su temi così rilevanti, è bene che sia chiaro". Lo scrive in un lungo post su Facebook il senatore Enrico Borghi, vicepresidente di Italia Viva e membro Copasir. "Il governo paga il dazio di aver imposto a Ursula von der Leyen una soluzione nazionalistica alla difesa. La conseguenza è l'esplosione della demagogia. E così la destra italiana va in corto circuito sulla sicurezza e consegna l'Italia a un futuro di subalternità. Lo scontro tra Mantovano e Crosetto vede un nuovo capitolo, con il ministro della difesa ancora una volta colpito da fuoco amico". Ma, aggiunge Borghi, "non basta criticare -giustamente - il governo e la destra per le sue mancanze. Bisogna anche essere capaci di offrire una alternativa. La vicenda della modernizzazione del nostro sistema di difesa è un tema vero. La destra non è adeguata rispetto ad un tema storico nel quale la nostra generazione sarà misurata, e per il quale occorre dire che l'esercito europeo non serve per fare la guerra. Serve per impedirla. Perché la sicurezza non è il contrario della libertà. E' la sua assicurazione sulla vita".

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