SANITÀ

Liste di attesa, faro sulle Asl. Missione Piemonte di Agenas

A breve i tempi per le diverse prestazioni suddivisi per singola azienda. Tour del direttore dell'agenzia Tanese per illustrare la piattaforma. Domani l'incontro al grattacielo. Rispunta la vicenda degli appuntamenti farlocchi del "sistema Cuneo"

Dopo aver reso pubblici i dati, aggiornati in tempo reale, sul rispetto delle liste d'attesa nelle diverse regioni, la nuova piattaforma di Agenas si prepara a compiere un ulteriore passo in avanti, pubblicando i tempi di ogni prestazione riferiti alle singole aziende sanitarie.

Un ulteriore passo verso la trasparenza (forse non proprio gradito a tutti) che potrebbe essere annunciato domani pomeriggio dal direttore generale dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, Angelo Tanese, atteso al Grattacielo Piemonte.

Quella di Tanese è una sorta di tour nelle Regioni: in mattinata sarà a Genova, prima di raggiungere Torino, con l’obiettivo di illustrare il funzionamento della nuova piattaforma presentata a fine maggio, destinata a rappresentare un cambiamento significativo sul fronte della trasparenza e dell’omogeneità dei dati. Dietro quelle cifre, infatti, ci sono attese, disagi oppure, al contrario, il rispetto dei tempi previsti per le prestazioni richieste dai pazienti.

Già dalle prime schermate, consultabili da chiunque, emergono differenze significative non solo tra una regione e l’altra, ma anche all'interno della stessa regione, ad esempio tra visite specialistiche ed esami diagnostici.

Piemonte male sugli esami

Come illustrato al momento della presentazione della piattaforma, sul fronte delle prime visite specialistiche la Lombardia è passata in un anno dal 72,5% all’80,3% delle prestazioni erogate nei tempi previsti. Più contenuto, invece, il miglioramento del Piemonte, salito dal 69% al 71,2%.

Una percentuale che potrà anche essere considerata accettabile, come è stato sottolineato, ma che resta ben lontana dal 92,8% raggiunto dal Veneto, regione che già un anno fa rispettava i tempi per le prime visite nel 90,7% dei casi.

La freccia rossa rivolta verso il basso, che indica un peggioramento, compare invece nella tabella relativa agli esami diagnostici. Il Piemonte è passato dall’83,2% all’81,3%. Un calo contenuto, certo, ma comunque un segnale da non sottovalutare. Anche perché, tra le regioni del Nord contrassegnate in rosso, il Piemonte è affiancato soltanto dalla Valle d’Aosta.

L’incontro al Grattacielo

Il direttore generale di Agenas ha ribadito più volte che questo strumento non nasce “per fare classifiche o cercare colpevoli”, bensì per aiutare a migliorare una situazione che continua a rappresentare la principale patologia del sistema sanitario italiano.

È facile immaginare che Tanese ribadirà questo concetto davanti ai vertici della sanità piemontese e ai direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere. Le stesse aziende che, a breve, vedranno pubblicati i dati relativi alle singole prestazioni e ai rispettivi tempi di attesa, non più aggregati a livello regionale, ma suddivisi per ogni realtà sanitaria e aggiornati in tempo reale.

Il “Sistema Cuneo”

La visita di Tanese in Piemonte cade, per una curiosa coincidenza, proprio nei giorni in cui alcune indiscrezioni su una presunta applicazione, da parte di Agenas, del famigerato “Sistema Cuneo” hanno riacceso la polemica anche sul piano politico.

Quel sistema, che per mesi aveva fatto ricorso ad appuntamenti fittizi fissati in date e orari improbabili – persino dopo la mezzanotte o nella vigilia di Natale – era stato bloccato dalla Regione non appena emerso.

A chiedere chiarimenti sull’eventuale interesse di Agenas verso quel modello è stata la consigliera regionale di Avs, Giulia Marro, la stessa che, con un’interrogazione presentata lo scorso anno, aveva portato alla luce la vicenda degli appuntamenti farlocchi.

La risposta fornita dall’assessore in aula è stata quanto mai prudente: «Con Agenas esiste un’interlocuzione costante e continua su molteplici temi e, qualora sul tema specifico dovessero intervenire comunicazioni o indicazioni ufficiali, sarà cura della Regione darne tempestiva notizia».

Una bufala o, più probabilmente, il tentativo di qualcuno di rimettere in circolazione un sistema ormai archiviato da mesi, confondendolo con le cosiddette pre-liste previste da Agenas come extrema ratio, che rappresentano tutt’altra cosa. Chissà che la visita di domani non offra l’occasione per ottenere una smentita definitiva direttamente dal direttore generale dell’Agenzia.

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