SANITÀ MALATA

Gettonisti, conto da un miliardo.
Al Nord record di medici "esterni"

In due anni spesa a 9 zeri per sopperire alla carenza di personale. Il ricorso maggiore in Piemonte, Lombardia e Veneto. Anac: "Fenomeno strutturale, urgono interventi adeguati". Il caso dell'Asl di Alessandria: "Esternalizzazione estrema"

Più di un miliardo in appena due anni. Tanto sono costati all’Italia medici e infermieri a gettone. Dietro una spesa così ingente c’è quello che, a dispetto di regole sempre più stringenti ma altrettanto aggirate, da sistema emergenziale (accentuato nella pandemia e nelle fasi successive) si è andato facendo strutturale. 

Alla carenza di personale sanitario si ricorre sempre più intensamente a figure esterne con costi decisamente più elevati e bandi di concorso per assunzioni a tempo indeterminato che spesso vanno deserti anche per la maggiore remunerazione data dal lavoro svolto per conto di cooperative, società di servizi o  con contratti libero professionali. 

Prassi consolidata

A definirla “una prassi ormai consolidata sul territorio nazionale” è l’Autorità nazionale anticorruzione che al tema ha dedicato un rapporto appena pubblicato evidenziando come “tenuto conto della persistenza del fenomeno ha continuato a presidiare il settore dei contratti pubblici di tali servizi, con l’esercizio del potere di vigilanza speciale (…) fornendo al servizio sanitario una serie di indirizzi e raccomandazioni”. 

Nel suo rapporto l’Anac accende un faro su una situazione che appare ancor più grave se si considerano i paletti e gli ultimatum che negli ultimi anni si sono ripetuti da parte del ministro della Salute Orazio Schillaci, così come nelle linee conseguenti indicate dalle Regioni: anziché diminuire, nel 2025 rispetto all’anno prima “il ricorso ai gettonisti è aumentato in modo significativo”. Entrando nel dettaglio delle varie figure si scopre che se è calato il numero di infermieri a gettone con una riduzione attorno al 25% tutt’altro andamento ha riguardato i medici, categoria in verso cui la domanda da parte delle Asl è cresciuta in maniera importante dal 2024 al 2025  senza indicazioni in senso contrario per quanto riguarda i primi mesi dell’anno in corso.

A utilizzare di più i gettonisti è la sanità del Nord, con un peso a livello nazionale del 54% rispetto al 17% del Centro e il 29% del Sud. Sul fronte della spesa il record va alla Sardegna con 328 milioni seguita dalla Lombardia (207 milioni) mentre al terzo posto di una classifica non propriamente virtuosa si piazza il Piemonte con una spesa di 156 milioni. 

Il caso Alessandria

E al Piemonte, precisamente all’Asl di Alessandria, è dedicata una nota del rapporto. Riferendo dell’attività di vigilanza, l’Anac rileva che “nell’Asl di Alessandria è stato riscontrato un sistematico ricorso ad appalti di servizi per reperire medici a gettone di fronte alle carenze di personale all’interno degli ospedali della provincia di Alessandria, arrivando però di fatto a una forma estrema di esternalizzazione che ha interessato interi reparti o linee di attività” 

Sempre per quanto riguarda l’azienda alessandrina la vigilanza effettuata da Anac negli scorsi anni (di cui Lo Spiffero all’epoca aveva dato conto) l’Autorità nazionale anticorruzione scrive ancora che “oltre alla criticità a monte di rivolgersi sistematicamente al mercato dei contratti pubblici per fruire di medici e infermieri, nell’Asl di Alessandria ha riscontrato a valle la non piena conformità degli affidamenti ai principi e alla normativa in materia”. Oltre alle raccomandazioni di “attenersi al rigoroso rispetto della normativa”, l’Anac ha pure auspicato da parte dell’Asl alessandrina “un costante e attento monitoraggio dei livelli di copertura delle dotazioni organiche”.

Nord a caccia di medici

Dall’attività di monitoraggio è inoltre emerso che per quanto riguarda l’utilizzo dei gettonisti, guardando all’intero Paese, la richiesta maggiore per gli infermieri si registra in Abruzzo, Lombardia e Basilicata, mentre le prime tre posizioni per quanto riguarda il ricorso ai medici a gettone vedono un podio tutto del Nord con Piemonte, Lombardia e Veneto. 

Una fotografia non certo edificante, ma che non sorprende più di tanto, quella scattata dall’Anac. Prendendo in esame lo scorso anno e quello precedente si arriva alla conclusione che quello dei gettonisti è – come detto – un problema ormai strutturale, la cui persistenza a parere dell’Autorità “impone una riflessione sistemica e organica sulle politiche di programmazione del personale, sull’attrattività e sostenibilità del lavoro pubblico in ambito sanitario”.

E di fronte a segnali di flessione della domanda di gettonisti nei primi mesi dell’anno in corso è ancora l’Anac a mettere in guardia dal considerare questi dati come l’inizio di un’inversione di tendenza consolidata”.