GLORIE NOSTRANE

Palestra e tatuaggi sul petto, assessore meloniano perfetto

Dopo aver dovuto cedere di malavoglia fondi al collega e sodale di partito Riboldi, Paolo Bongioanni ora vuole perdere più volentieri almeno 5 chili. Lo annuncia in un post infarcito di immagini in versione culturista. Pronto per la battaglia del grano a torso nudo?

Pancia in dentro, petto in fuori, bicipiti gonfi e lucidi di sudore. E quella postura a torso nudo che – visto il suo ruolo di assessore all’Agricoltura del Piemonte e le sue ascendenze politiche – sembra quasi annunciare la trebbiatrice sulla quale troneggiare al richiamo della memoria e della storia.

Invece no. Paolo Bongioanni, il Caimano, per dimostrare come il giro di boa dei sessant’anni richieda un’ardita strambata (da intendersi ben oltre il significato marinaresco), sceglie di esibire l’altra delega ricevuta da Alberto Cirio: quella allo Sport, che l’aitante meloniano confessa di praticare di notte. Altolà, malpensanti con la battuta pronta: il Caimano spiega chiaramente che le ore rubate al sonno le dedica alla palestra, all’uopo attrezzata in casa tra un tavolino e una poltrona.

Perché se, anziché i muscoli, gli si è gonfiata la giugulare quando il compagno di partito e collega assessore alla Sanità Federico Riboldi gli ha smagrito il budget per tamponare le perdite di Asl e ospedali, ben altro spirito anima l’esponente di Fratelli d’Italia davanti all’obiettivo dichiarato nel post pubblicato sulla pagina dei “Malati di palestra”: «Devo togliere ancora cinque chili», annuncia con lo stesso trasporto con cui si promette una vittoria elettorale. Una dichiarazione d’intenti che rasserena i pensieri di chi osserva come vada – e non certo bene – il Piemonte, tra mille problemi e altrettanti annunci, sui quali, però, quello del calo di peso (fisico) sembra ormai sovrastare tutti.

Sacco da boxe, panca multifunzione (che dev’essere una sorta di marchingegno con pesi e contrappesi, modello trattative con gli alleati), manubri... manca soltanto il cerchio di fuoco. Ma, vista la collocazione domestica e non allo Stadio dei Marmi, che “allora” era il Foro Mussolini, pare una scelta opportuna. Altro che le lipidiche salamelle dei compagni: il Caimano, fedele al soprannome, si allena di notte per azzannare – ultimamente sempre più spesso qualche “fratello” – di giorno.

E, mettendo bene in mostra il proprio pantheon epidermico – due pin-up atletiche sui pettorali, un culturista che ostenta il doppio bicipite al centro del petto e un drago nero che risale l’addome come simbolo di forza – in pantaloncini mimetici (Vannacci chi?) mostra un altro lato della destra al governo del Piemonte, del quale forse pochi si sarebbero lamentati se avesse continuato a restare in ombra. Poi, come disse qualcuno di cui il partito di Bongioanni conserva buona memoria, «l'educazione fisica forgia il carattere, tempra i muscoli e rende l'uomo degno della Patria». E magari prepara anche a compiti gravosi, ancor più con questa canicola che accelera i tempi della mietitura. Prepariamoci.

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