La Tav deraglia sul campo largo
Davide Depascale 17:05 Martedì 30 Giugno 2026Il vicecapogruppo di FdI Ravello sfrutta le sortite di Appendino e Grimaldi e sfida la minoranza in Regione Piemonte a uscire allo scoperto su un tema divisivo per eccellenza: M5s e Avs dicono No, Iv dice sì, il Pd si prepara alla consueta lacerazione interna
Un ordine del giorno piazzato come una mina per mandare in subbuglio il campo largo piemontese. Lo ha presentato il consigliere regionale Roberto Ravello, vice capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Lascaris e ha come oggetto un evergreen: la Tav Torino-Lione, un tema tornato di particolare attualità dopo le dichiarazioni della settimana scorsa dell’ex sindaca e oggi parlamentare pentastellata Chiara Appendino, che aveva detto esplicitamente che “il campo largo deve dire no alla Tav”, allineandosi a sua volta a un altro deputato torinese, il vice capogruppo di Avs Marco Grimaldi, che sulla fattibilità dell’opera aveva appena presentato un’interrogazione a Montecitorio.
Un assist niente male per il centrodestra, che ha così deciso di cogliere la palla al balzo mettendo i partiti di minoranza, da sempre divisi sulla nuova linea ferroviaria, di fronte a un bivio: trovare una posizione unitaria, con il rischio di scontentare tutti, o procedere in ordine sparso, evidenziando le proprie crepe. Una questione ancora più spinosa per il Partito Democratico, che deve fare i conti non solo con la contrarietà degli alleati ma anche con quella dei suoi rappresentanti sul territorio, per nulla rassegnati al mantra – corrispondente alla linea del partito – che “la Tav si deve fare”. Un punto debole su cui l’Odg Ravello ha il preciso scopo di infierire.
Il testo
L’ordine del giorno del consigliere meloniano, intitolato “Conferma del sostegno alla realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione e riconoscimento del suo valore strategico per lo sviluppo del Piemonte e dell'Europa” è stato depositato la settimana scorsa ma non ancora calendarizzato, e l’auspicio di molti esponenti dell’opposizione è che arrivi in aula il più tardi possibile, meglio ancora se alle calende greche. “Ci sono cose più importanti da votare in queste settimane, rischiamo di chiudere a metà agosto”, è il loro ragionamento.
Avrebbe anche una sua logica, visto che provvedimenti chiave come Legge di riordino e Assestamento di bilancio sono ancora in Commissione, ma al tempo stesso evidenzia come l’imbarazzo da quelle parti sia palpabile, anche perché le posizioni sono almeno tre: chi è No Tav come Alleanza Verdi-Sinistra e Movimento 5 Stelle, Stati Uniti d’Europa che al contrario è convintamente Sì Tav, e poi c’è il Pd, che come su quasi tutto al suo interno contiene diverse sfumature, come quella incarnata tra gli altri da Pacifico Banchieri, sindaco dem di Caselette, piccolo comune della bassa Valsusa, che ha definito il progetto “inadeguato” chiedendone il ritiro e sostenendo che le risorse dovrebbero essere dirottate sul trasporto pubblico locale e sulle linee della metropolitana torinese.
Riflessione interna
Una bella gatta da pelare per i vertici locali del partito, che provano a correre ai ripari, pur confidando che non ce ne sia effettivamente bisogno: “Ci prenderemo un po’ di tempo per arrivare a una posizione univoca, tenendo conto del parere dei territori”, il commento della capogruppo del Pd in Consiglio Regionale Gianna Pentenero. Facile a dirsi, un po’ più complicato a farsi, anche perché ci sono due fronti da presidiare: quello interno al partito e quello interno alla coalizione, e tenere insieme tutto è impresa ardua.
La soluzione più immediata per salvare capra e cavoli sarebbe bollare l’Odg come provocazione della destra e passare oltre, che è quello che suggeriscono altre due capigruppo di minoranza, pur da fronti opposti: “Non accettiamo lezioni dalla maggioranza sulla Tav, è un’infrastruttura che abbiamo sempre difeso e continueremo a farlo”, dice la capogruppo di Stati Uniti d’Europa (in quota Italia Viva) Vittoria Nallo, mentre per la collega Alice Ravinale di Avs vale lo stesso discorso, ma al contrario: “Tutti conoscono la nostra posizione sulla Tav, è chiara da almeno 20 anni e non serve certo un ordine del giorno della maggioranza a certificarla”.
Occhio al calendario
Ma certificare le divisione interne al campo largo su un tema chiave come la Torino-Lione è l’esatto obiettivo di Ravello e di FdI, che puntano a calendarizzare al più presto l’Odg, magari già la prossima settimana, quando il Consiglio tornerà a riunirsi.
Nell’ultima seduta di stamattina infatti non è stato iscritto, dando priorità al voto sul Semplifica Piemonte, il provvedimento voluto dalla giunta guidata da Alberto Cirio, per snellire la burocrazia nella Pa, già presentato al Grattacielo assieme ai ministri e compagni di partito Paolo Zangrillo (Pubblica Amministrazione) e Maria Elisabetta Casellati (Riforme Istituzionali). Dalla minoranza sperano resti nel cassetto ancora a lungo, in caso contrario qualcuno ha già pronti i pop corn.


