La festa (del Pnrr) è finita, ora
la sfida è il Piano regolatore
Davide Depascale 14:49 Mercoledì 01 Luglio 2026
Cambio della guardia all'Ance Torino: esaurita la spinta del Recovery, il settore delle costruzioni chiede di sostituire gli incentivi con una politica capace di rimettere in moto investimenti, credito e trasformazioni urbane. Lo Russo promosso con riserva
Nuova presidenza, stessa agenda di problemi. Ance Torino cambia guida, ma le sfide del comparto delle costruzioni restano sostanzialmente immutate: la conclusione del Pnrr, l'incertezza economica, il rallentamento delle nuove iniziative immobiliari e la necessità di dare finalmente concretezza al nuovo Piano regolatore della città.
Nella conferenza stampa di presentazione della nuova presidenza dell’associazione dei costruttori, Paola Orsini raccoglie il testimone dell’uscente Antonio Mattio e inaugura il mandato con un messaggio chiaro ma in perfetta continuità con quello del suo predecessore: l’edilizia deve tornare a essere uno dei principali motori dello sviluppo del territorio, ma per riuscirci servono stabilità normativa, una strategia di lungo periodo e condizioni favorevoli agli investimenti.
Cambio al vertice
La nuova squadra di presidenza, composta da imprenditori che rappresentano le diverse anime del settore, si presenta con un programma che mette al centro sostenibilità economica, innovazione tecnologica e rigenerazione urbana.
“Fare edilizia significa occuparsi del territorio, del suo sviluppo e della sua tutela”, ha spiegato Orsini, indicando tra gli obiettivi anche una collaborazione con il Politecnico di Torino per sviluppare applicazioni dell'intelligenza artificiale nella progettazione. Ma, ha aggiunto, “occorrono politiche di lungo periodo che consentano alle imprese di fare strategia”, accompagnate da una fiscalità meno penalizzante per chi investe nell'edilizia di qualità e da un sistema creditizio meno diffidente verso il comparto.
Il nodo del nuovo Prg
Tra i temi più urgenti figura il nuovo Piano regolatore di Torino, cdefinito dalla presidente “un Piano rivoluzionario” che dovrà tradursi rapidamente in strumenti operativi. Per Orsini sarà decisivo il confronto con Palazzo Civico sulle linee guida, sul regolamento edilizio e sull’applicazione della perequazione urbanistica, affinché il nuovo strumento urbanistico non rimanga soltanto sulla carta.
Rispetto alle criticità più volte espresse dagli stessi costruttori per il periodo di salvaguardia che rischia di bloccare il settore, nella conferenza odierna hanno preferito guardare il bicchiere mezzo pieno, pur avvertendo sulla necessità di una collaborazione tra l’amministrazione guidata da Stefano Lo Russo con il suo assessore Paolo Mazzoleni e i portatori di interessi privati.
Accanto al cambio della guardia, Ance Torino ha presentato anche il tradizionale monitoraggio sullo stato di salute del comparto. Il quadro da loro descritto è quello di un settore che continua a reggere, ma che guarda al futuro con crescente prudenza.
La festa è finita
Altro nodo fondamentale è la chiusura dei fondi derivanti dal Pnrr. Secondo il vicepresidente vicario Giuseppe Provvisiero, il Piano di ripresa e resilienza ha rappresentato un’opportunità importante, e il Comune di Torino “ha dimostrato di saper gestire efficacemente le risorse disponibili”. Il vero interrogativo riguarda però ciò che accadrà dopo.
“Dopo il Pnrr serve una politica per l’edilizia”, ha sottolineato, chiedendo una strategia industriale stabile che permetta alle imprese di programmare investimenti su orizzonti di cinque o dieci anni e di puntare su formazione, digitalizzazione e sostenibilità.
Per Provvisiero anche Torino deve fare la propria parte, costruendo una politica capace di attrarre investimenti privati, accelerare le autorizzazioni e valorizzare il patrimonio immobiliare e infrastrutturale della città.
Lista della spesa
Anche sul fronte delle infrastrutture pubbliche, l’elenco delle opere considerate strategiche resta quello ormai noto: la Torino-Lione, il Parco della Salute, la Linea 2 della metropolitana e la Tangenziale Est. Ma l'associazione richiama anche l’urgenza di sbloccare numerose aree ferme da anni, dal Palazzo del Lavoro alla Manifattura Tabacchi, fino agli ex siti industriali, considerati occasioni decisive per la rigenerazione urbana.
I numeri presentati raccontano una situazione meno negativa di quanto si potesse temere, ma lontana da una vera fase espansiva: a Torino continua a essere difficile avviare nuove operazioni immobiliari, frenate dall’aumento dei costi di costruzione e dal periodo di salvaguardia che accompagna il passaggio al nuovo Piano regolatore, con inevitabili rallentamenti nelle pratiche autorizzative. Il mercato dell’usato continua invece a mantenersi positivo, senza particolari tensioni sui prezzi.
I dati
Sul fronte del Pnrr, al 31 dicembre 2025 risultavano aggiudicati 1,325 miliardi di euro sui 1,9 miliardi stanziati. Delle 651 gare assegnate dal 2022, oltre la metà – il 52% – è stata vinta da imprese torinesi o della provincia. Restano però aperte le criticità legate ai ritardi nell'erogazione dei fondi ministeriali e all'impatto del caro materiali.
Anche gli indicatori della Cassa Edile delineano un settore che, almeno sul piano occupazionale, continua a tenere: la massa salari cresce del 4,1%, le ore lavorate aumentano del 3,5%, mentre il numero degli operai rimane sostanzialmente stabile (-0,1%). A preoccupare è invece il calo del numero delle imprese iscritte, diminuite del 9,9% rispetto a un anno fa, segnale di una progressiva selezione del mercato. In diminuzione, invece, le ore di cassa integrazione (-15,8%).
Prosegue anche l'attività sulla sicurezza e sulla formazione. Nel 2025 sono stati effettuati oltre 3 mila sopralluoghi nei cantieri e più di 10.500 ore di formazione, mentre nei primi cinque mesi del 2026 sono già stati realizzati 1.556 controlli e quasi 4.800 ore formative.
Più critico il fronte del credito. Secondo i dati richiamati da Ance Torino, nel 2025 gli investimenti in immobili e aree edificabili sono diminuiti del 9,1%, una tendenza che sembra proseguire anche nel 2026. A pesare è soprattutto l'atteggiamento prudente del sistema bancario, che continua a considerare il comparto delle costruzioni come un settore ad alto rischio.
Bene ma non benissimo
Il quadro complessivo restituisce dunque l’immagine di un’edilizia torinese che continua a mostrare solidità nei fondamentali, ma che fatica a intravedere il proprio futuro. La conclusione del Pnrr rappresenta una scadenza cruciale, mentre il nuovo Piano regolatore è chiamato a diventare il principale strumento di rilancio della città.
È su questi due dossier che si misurerà il mandato della nuova presidente Orsini, chiamata a guidare Ance Torino in una fase in cui, più che di emergenze, il settore sente il bisogno di una visione a lungo termine.


