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Renzi chiama ma lui diserta, reunion riformista a Torino

Il capo resta ai box, ma spedisce la prima linea: Boschi, Madia, Borghi, Faraone, Paita, Fregolent. Tra gli ospiti il dem Gori e l'ex rettore del Politecnico Profumo. Tappa delle Primarie delle Idee per mettere il centro al centro del centrosinistra

I renziani si ritrovano a Torino, ma il grande assente sarà proprio Matteo Renzi. L’ex presidente del Consiglio e leader di Italia Viva – ormai ribattezzata Casa Riformista – non prenderà parte alla tappa torinese delle Primarie delle Idee, il percorso partecipativo con cui l'area riformista punta a costruire il proprio programma in vista delle elezioni politiche del 2027.

Al suo posto arriveranno però i principali esponenti della sua area politica, in quella una delle iniziative più significative dell’estate torinese per il fronte riformista del centrosinistra. E anche qualche nome d’eccezione dalla società civile e da altri partiti

Appuntamento fissato per lunedì 20 luglio alle 18 all’Nh Collection di piazza Carlina. Quella torinese sarà la settima tappa del tour nazionale che punta a raccogliere proposte e idee attraverso una piattaforma digitale supportata dall'intelligenza artificiale, con un percorso articolato in tre fasi – proporre, discutere e votare – destinato a concludersi in autunno con l'individuazione delle priorità programmatiche da offrire all'intero campo del centrosinistra.

Gli ospiti

Se Renzi resterà lontano da Torino, la sua impronta politica sarà comunque ben visibile nel parterre. Saranno infatti presenti alcuni dei suoi più stretti collaboratori e dirigenti: le ex ministre Maria Elena Boschi e Marianna Madia, il vicepresidente nazionale di Italia Viva Enrico Borghi, la senatrice torinese e presidente regionale del partito Silvia Fregolent, oltre ai parlamentari Davide Faraone, Raffaella Paita e il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova.

A rappresentare il territorio ci sarà anche la consigliera regionale Vittoria Nallo, capogruppo di Stati Uniti d’Europa (nonché unica eletta) in quota Iv a Palazzo Lascaris, mentre tra gli amministratori locali spicca la presenza del sindaco di Parma, l’indipendente di centrosinistra Michele Guerra.

Gori in avanscoperta

Ma la presenza più interessante è forse quella dell’europarlamentare del Partito Democratico ed già sindaco di Bergamo Giorgio Gori, punto di riferimento dell'area riformista dem sempre più critica nei confronti della segreteria “massimalista” di Elly Schlein. Un’area che negli ultimi mesi ha perso perzzi importanti, con esponenti come l’ex ministra Marianna Madia, l’europarlamentare Elisabetta Gualmini e la vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno che hanno lasciato il Pd, alimentando le speculazioni su altri addii e sulla ricerca di nuovi spazi politici, come lo Spazio Pubblico lanciato dalla stessa Picierno.

Società civile

La tappa torinese sarà dedicata ai temi delle politiche giovanili, del lavoro e della formazione, con l'obiettivo di mettere a confronto politica, università, imprese e società civile. Accanto ai protagonisti della scena politica interverranno infatti personalità del mondo accademico e produttivo, tra cui l'ex ministro e già rettore del Politecnico Francesco Profumo, l’architetto Paola Zini, direttrice dello Ied di Torino ed ex direttrice della Reggia di Venaria, oltre a rappresentanti dell’università, della cooperazione, dell’impresa e del terzo settore.

L’iniziativa

Le Primarie delle Idee rappresentano, almeno nelle intenzioni dei suoi promotori, il principale laboratorio politico promosso dall’area riformista. Attraverso la piattaforma digitale dedicata, supportata dall’assistente virtuale Aidea basato sull’intelligenza artificiale, cittadini ed esperti possono avanzare proposte che vengono discusse e votate online. A settembre saranno selezionate le cinquanta idee finaliste, mentre a ottobre si svolgerà la votazione conclusiva che individuerà le priorità programmatiche da mettere sul tavolo del centrosinistra.

A Torino, dunque, se da una parte spicca l’assenza di Renzi, che sceglie di non partecipare personalmente all'appuntamento, dall’altra si registra la presenza compatta della sua classe dirigente, affiancata da amministratori, esponenti del mondo produttivo e rappresentanti di quell’area riformista che nonostante non venga inclusa nei selfie di coalizione continua a cercare una collocazione e un ruolo centrale nella costruzione dell’alternativa di governo a Giorgia Meloni in vista delle Politiche del 2027.

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