Migranti, le colpe dell'Occidente

Lasciamo stare i migranti, alla merce di un mercato gestito da guerrafondai a briganti di ogni specie che hanno impoverito il mondo e la terra. Detto questo non posso certo condividere la scelta della “capitana” della Sea Watch, una scelta politica che nulla ha a che vedere con qui poveretti presi di mezzo. Oramai sulla pelle di quelle persone si sta facendo la battaglia politica europea, una guerra che vede i paesi ricchi (siano essi di destra o di sinistra) sconvolgere il mondo per poi piangere sul latte versato.

Quando si dice, e lo ripetono spesso i “giornaloni”, che bisogna salvare i migranti costi quello che costi per non farli ritornare in Libia, si dimentica che la Libia e i suoi torturatori sono un prodotto dell’occidente ricco e si dimentica di dire che tra le periferie, i parchi dello spaccio, taluni centri d’accoglienza e le prigioni libiche c’è poca differenza.

L’Europa non ha mai fatto o voluto fare una vera politica per l’emigrazione, ha schiavizzato o emarginato questi disgraziati nei quartieri più poveri e degradati senza nessuna possibilità di integrazione, usandoli soltanto per quei lavoretti mal pagati che nessuno vuole più fare. Dico questo perché mi fa schifo vedere certi personaggi benestanti farsi paladini dell’accoglienza senza mai aver mosso un dito per aiutarli veramente. I diritti internazionali se ci sono vanno rispettati, alla “capitana” posso soltanto dire che chi pagherà il prezzo più alto delle sua irresponsabilità saranno i soliti deportati sulla loro pelle, non certo i politici, né tanto meno gli “eroi” figli di papà ai quali tutto e perdonato.

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