Europa latitante sull'Albania

Gentile direttore,
mai come in questa fase dobbiamo pretendere e lavorare tutti assieme per una vera Europa dei popoli e dei territori, in grado di intervenire tempestivamente nei casi di calamità naturali sempre meno gestibili dalle singole Regioni e dai singoli Stati.

In questo senso, Italia – soprattutto del Nord – e Albania si stringono in un unico abbraccio di solidarietà e di cooperazione, nel segno del totale superamento di due catastrofi avvenute quasi nello stesso tempo: l’alluvione nel nostro Nord Ovest, che solo per una fortunata casualità non è sfociata in un tragico bilancio umano, e il terremoto che nel Paese adriatico vicino all’Italia ha causato 50 vittime e centinaia di feriti, alle cui famiglie va la solidarietà e la vicinanza totale mia personale.  Anche perché, come giustamente evidenziato da Coldiretti Cuneo e Piemonte, quella albanese ha rappresentato un ottimo esempio di integrazione sociale e lavorativa per esempio in realtà come la Granda e il Saluzzese nel settore frutticolo ed edilizio.

Lungi da me il voler polemizzare in simili drammatici momenti che richiedono grande maturità e unità politico amministrativa, ma non possiamo non prendere atto della pressoché totale passività del governo Conte di fronte agli eventi in atto, tanto nel nordovest italiano quanto in Albania dove gli interventi di soccorso e assistenza sono anzitutto il risultato delle straordinarie iniziative messe in atto da Regioni come Lombardia e Veneto – e qui ringrazio i Governatori Fontana e Zaia – e dal corpo nazionale dei Vigili del fuoco assieme a centinaia di volontari di entrambe le Nazioni. Sia in Italia che in Albania, il governo Pd-5 stelle sta perdendo la storica occasione di essere protagonista di una grande stagione di investimenti infrastrutturali e costruttivi che, oltre ad assistere nell’immediato e doverosamente le popolazioni colpite, potrebbero agevolare delle stabili occasioni di crescita e di lavoro per le nostre imprese, fondamentali per riassorbire i pesanti contraccolpi economici, sociali e ambientali creatisi nei nostri due Paesi.

Quando si tratta di freni e di vincoli, purtroppo l’Europa abbonda, mentre smette di esistere o quasi nei progetti di sviluppo e di ricostruzione.

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