Nessuna indulgenza per la malamovida

Per ben più di dieci anni le associazioni e i comitati delle zone tragicamente toccate dal tema “malamovida” a Torino hanno combattuto una battaglia tenace ed estenuante contro scelte politiche che, soprattutto nel decennio chiampariniano, esaltarono la movida come “cultura della notte”. Lasciamo perdere le “probabili connivenze”, gli amici degli amici, i media compiacenti, forse (??) i consensi e i voti trainati da assessori che si occupavano di politiche giovanili? Forse...

Bene, da alcuni anni qualcosa è cambiato e (parlando solamente nell’ambito della movida selvaggia) riscontriamo almeno un’attenzione mai vista nei decenni precedenti (mai quando Chiamparino era sindaco onnipotente furono prese decisioni così significative come oggi nei confronti di locali che palesemente trasgrediscono!). Alle centinaia se non migliaia di persone la cui salute è distrutta dal fracasso e dall’inciviltà interessa vivere una vita decente e rispettosa della propria salute, la politica ne è responsabile, qualunque forza politica governi Torino deve e dovrà tenere conto di questo tema enorme e distruttivo, oggi pare che almeno ci sia un’attenzione responsabile ma è fondamentale che lo sia anche domani,. Ormai dopo decenni di lotta e grazie ad essa, la valanga di proteste dilaga (Vanchiglia ne è esempio clamoroso), dunque è e sarà politicamente, immensamente importante porsi un obiettivo estremamente semplice: il rispetto della salute e del riposo dei cittadini, articolo 32 Costituzione Italiana, oltre ogni interesse di consenso, di voti, di lobby commerciali di alcol e di pressioni economico politiche palesi o sotterranee.

Un esempio significativo: riapre il locale Tirabusciò chiuso per quasi 5 mesi a causa dei danni alla salute e al riposo provocati alle centinaia di cittadini residenti. Il piagnisteo dei gestori è quasi “atto dovuto” (per loro) ma è bene che tutti si rendano conto che se la Prefettura e la Magistratura arrivano a fermare un’attività commerciale per mesi (e a volte a revocare una licenza) ci sono tutte le prove provate per farlo, nessuno in Italia può chiudere un’attività per capriccio o sfizio personale, questo purtroppo pochi lo capiscono e lo sanno, e sarebbe quanto mai utile che i media per primi lo spiegassero molto bene ai cittadini.

Il divertimento è lecito se non attenta al diritto alla salute e al riposo dei cittadini, altrimenti non è lecito e sacrosantamente viene sanzionato e punito secondo la legge, chi commercia alcol (i locali della notte) deve saperlo e adeguarsi alle regole e se non lo fa non deve lamentarsi ma imparare come comportarsi, ne andrà del suo guadagno? Questo non può incidere sulla salute e il riposo dei cittadini! La salute della collettività (art. 32 Costituzione italiana) viene prima di ogni altra istanza, non parliamo del divertimento che non può certo distruggere la salute di centinaia di persone!! Vuoi divertirti? Rispetta le regole e gli altri sennò subisci le conseguenze di un comportamento asociale e non lamentarti!

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