Azione, al primo posto Torino

Sin dalla sua nascita Azione è impegnata con tutte le risorse umane e politiche di cui dispone nell’affermazione di un ambizioso quanto indispensabile progetto che conduca a dare al nostro Paese una diversa articolazione politica capace di superare i populismi di destra e di sinistra. Tale progetto è stato espresso limpidamente da Carlo Calenda, il quale non ha mai fatto mistero di deprecare la deriva imboccata dai partiti appartenenti alle grandi famiglie democratiche nel momento in cui hanno ceduto alla tentazione di stringere intese con i populisti e con i sovranisti.

L’edificazione di quello che Calenda chiama “fronte Repubblicano” – ovvero un rassemblement che possa unire un ventaglio ampio di soggetti politici che va dal Partito Democratico a Forza Italia, passando per Italia Viva e Più Europa ed una parte del mondo civico, affinché tali forze si contrappongano coese al populismo ed al sovranismo – è dunque la ragione fondante di Azione ed il suo scopo ultimo, che consiste nell’assolvere alla improcrastinabile necessità di contrastare politicamente due fenomeni, il populismo e il sovranismo appunto, che sono espressione della medesima deriva culturale ed ideologica. Se, infatti, il populismo muove dall’evocazione di una indeterminata e confusa idea di popolo che vorrebbe contrapporre alle élite (politiche, economiche, culturali…) individuando i suoi nemici in una entità anch’essa indeterminata e confusa che viene rappresentata dai “potenti” e che trova incarnazione nell’Europa matrigna, il sovranismo circoscrive il popolo all’interno dei confini statali facendone un unicum, senza distinzione alcuna di classe sociale o appartenenza a gruppi o categorie, ma anche in questo caso il nemico non è chiaramente determinato (potendo incarnarsi in qualsiasi entità extraconfine) e ben può essere rappresentato da una entità sovrastatale quale è appunto l’Europa.

Nell’ambiguità dei valori che rappresentano, di ciò che sono, di ciò che difendono e di ciò che vorrebbero contrastare, populismo e sovranismo sono meramente “anti”, e questo dà loro un enorme vantaggio nella raccolta del consenso (basato sul dissenso) ma li rende assolutamente inidonei a governare ed anche pericolosi oltre che dannosi per il Paese. Merita sottolineare che battere le ideologie neopopuliste e sovraniste è la grande sfida del nostro tempo. È di tutta evidenza, infatti, che oggi la mera contrapposizione destra/sinistra ha perso parte del suo significato, mentre la partita (il futuro del nostro Paese, compresso tra globalizzazione, pandemia, conflitti economici e geopolitici tra superpotenze) si gioca tutto o in gran misura sulla capacità di riscoprire e attuare i valori già contenuti nel Manifesto di Ventotene scritto da Spinelli e Rossini nel 1941, affinché si formi una coscienza europea e si porti a compimento l’unità europea, avversata proprio da populisti e sovranisti.

La formazione torinese di Azione non si sottrae al dovere di condurre anche qui la difficile battaglia per la creazione del fronte riformista e l’imminente tornata elettorale è la sfida più prossima. Non di meno, anche a Torino, come a Roma ed in altre città, alcuni tra i partiti che si professano affini ad Azione per cultura politica e valori, perché tutti asseritamente ispirati dai valori del riformismo, operano nella direzione opposta prodigandosi per consolidare l’alleanza con le aree populiste. Rebus sic stantibus entrambi gli schieramenti si palesano inadeguati e per questo Azione ha respinto le pur insistite richieste di supporto pervenute tanto dal fronte di centrosinistra quanto dal fronte di centrodestra.

È un fatto che nei mesi scorsi il Direttivo Provinciale di Azione abbia deliberato all’unanimità, con due diverse votazioni, la volontà di prodigarsi per la creazione di un terzo polo da costituire con le forze politiche estranee ai populismi, che sia alternativo al populismo ed alle destre sovraniste. Si tratta di un progetto ambizioso, che farebbe di Torino una città laboratorio, la prima a sperimentare la creazione di quel rassemblement che potrebbe transustanziarsi in soggetto politico da riproporre anche a livello nazionale ed al quale potrebbero partecipare anche il Partito Democratico (in vero sempre più avvinto al movimento 5stelle) e Forza Italia, qualora abbandonassero la dissennata idea di fondersi con i populisti e con i sovranisti.

Azione, che rivendica la propria autonomia dalle altre forze politiche e dalle ideologie massimaliste e non intende farsi tirare da una parte o dall’altra, lavorerà dunque per la realizzazione del suo progetto e andrà avanti da sola qualora non si riuscisse a creare il “terzo polo”, ritenendosi libera di decidere se e quale candidato appoggiare senza pregiudizi ideologici bensì avendo unicamente riguardo al primario interesse della Città, alla qualità dei singoli, alla specificità e completezza del programma e alle effettive possibilità di realizzarlo. Azione, d’altra parte, sta lavorando alla realizzazione di un articolato programma che favorisca la crescita e lo sviluppo della Città di Torino ed anche nella costituzione del terzo polo saranno dirimenti le convergenze su di esso. Non sfuggono agli azionisti la complessità e l’ambizione del progetto, ma prevale l’assoluta determinazione nel perseguire i valori fondativi che ci uniscono.

*Gianluca Pescatori, membro del Direttivo Provinciale di Azione Torino Città Metropolitana

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