Euro 5, vittoria del buonsenso
Gian Carlo Locarni, Lega* 14:48 Mercoledì 09 Luglio 2025 0
Con un’azione politica incisiva e determinata, la Lega ha segnato un punto fondamentale a favore dei cittadini italiani, grazie all’approvazione dell’emendamento a prima firma Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera, che rinvia al 1° ottobre 2026 il blocco alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 nelle regioni del Bacino Padano (Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna). Questo importante risultato, ottenuto con la caparbietà che contraddistingue il partito guidato da Matteo Salvini, rappresenta una risposta concreta alle esigenze di milioni di italiani, dimostrando che la politica può e deve mettere al centro le famiglie, i lavoratori e le imprese, opponendosi con fermezza alle imposizioni ideologiche di Bruxelles.
Il blocco dei diesel Euro 5, inizialmente previsto per il 1° ottobre 2025, avrebbe avuto un impatto devastante, impedendo la circolazione di oltre un milione di veicoli immatricolati tra il 2009 e il 2015 in numerosi comuni del Nord Italia. Una misura tanto drastica quanto penalizzante, giustificata da direttive europee sulla qualità dell’aria, ma poco attenta alle realtà economiche e sociali del nostro Paese.
Nella Pianura Padana, motore produttivo dell’Italia, un provvedimento del genere avrebbe colpito duramente il ceto medio, gli artigiani e i commercianti, molti dei quali non possono permettersi di sostituire un’auto ancora perfettamente funzionante, specialmente in un contesto di rincari e incertezze economiche.
La Lega, con l’emendamento Molinari, ha dimostrato di non accettare supinamente tali “diktat” europei, come li ha definiti Matteo Salvini, scegliendo invece di tutelare chi dipende dall’auto per vivere e lavorare. L’emendamento, approvato nelle Commissioni Ambiente e Trasporti della Camera e inserito nel Decreto Infrastrutture, non si limita a posticipare il divieto di un anno, ma introduce misure di flessibilità che segnano un cambio di paradigma.
Le regioni del Bacino Padano potranno ora adottare soluzioni alternative per migliorare la qualità dell’aria, come l’efficientamento energetico degli edifici o l’incremento delle aree verdi, senza ricorrere a divieti rigidi e penalizzanti. Inoltre, la soglia per l’applicazione delle limitazioni è stata innalzata da comuni con più di 30 mila abitanti a quelli con oltre 100 mila, escludendo molte realtà locali da restrizioni immediate. Questo approccio pragmatico dimostra che è possibile perseguire obiettivi ambientali senza sacrificare i diritti dei cittadini, un principio che la Lega ha difeso con coerenza e determinazione.
La forza di questa iniziativa risiede anche nella sinergia tra la Lega e le amministrazioni regionali del Nord. I governatori Alberto Cirio (Piemonte), Attilio Fontana (Lombardia) e Luca Zaia (Veneto) hanno sostenuto con decisione l’emendamento, consapevoli dell’impatto che il blocco avrebbe avuto sui loro territori. La loro collaborazione, unita alla mozione approvata a giugno dal Consiglio regionale della Lombardia, ha permesso di costruire un fronte compatto contro una misura percepita come ingiusta. La Lega ha così trasformato le istanze dei territori in un’azione legislativa concreta, dimostrando una capacità di ascolto e intervento che pochi altri partiti possono vantare. In un contesto in cui l’Europa continua a esercitare pressioni sull’Italia attraverso procedure d’infrazione per la qualità dell’aria, la Lega ha ribadito che la transizione ecologica non può essere un’imposizione cieca. Come ha sottolineato Riccardo Molinari, “la lotta all’inquinamento non si può fare sulle spalle della povera gente”. Queste parole incarnano il cuore della battaglia della Lega: una transizione verde che sia accompagnata, non imposta, e che tenga conto delle difficoltà economiche dei cittadini. L’emendamento Molinari è quindi non solo un successo pratico, ma anche un segnale politico chiaro: la Lega mantiene le promesse e agisce con rapidità per difendere i diritti dei suoi elettori. In conclusione, l’approvazione dell’emendamento rappresenta un traguardo di cui andare fieri, ma anche un monito per il futuro.
La Lega ha dimostrato che si può coniugare la tutela dell’ambiente con la salvaguardia della mobilità e della dignità economica dei cittadini. Un plauso va a Riccardo Molinari e al partito tutto, per aver dato prova di una politica concreta, capace di opporsi alle follie ideologiche e di proporre soluzioni equilibrate. Questo è il volto di una Lega che non si piega, ma lotta con buonsenso per il bene dell’Italia.
*Gian Carlo Locarni, coordinatore Dipartimento Ambiente Lega Salvini Piemonte



