Digiuno ideologico dei camici bianchi

In molti ospedali italiani si svolge “lo sciopero della fame per Gaza”, proclamato dal personale sanitario in un impeto di furore ideologico e cecità, cavalcato da diverse associazioni di categoria. In questi anni però, gli stessi sanitari non hanno mai “fatto la fame” per nessuna delle altre 56 guerre ad oggi attive nel mondo, non hanno mai preso posizione riguardo il genocidio, vero e certificato, dei cristiani in Nigeria e Congo, e l’8 ottobre 2023 erano comodamente seduti in mensa all’indomani del Pogrom in Israele, unico vero atto genocidiario avvenuto in Medio Oriente dal 2023 ad oggi.

Evidentemente, le migliaia di cittadini civili israeliani uccisi, rapiti, stuprati, bruciati vivi da Hamas il 7 ottobre 2023 non erano considerati degni, dai sanitari italiani, di un’iniziativa di vicinanza. In quel caso, ci si poteva abbuffare tranquillamente, voltandosi altrove. Così come, evidentemente, i 185 mila Cristiani della Nigeria uccisi dagli jihadisti Islamici dal 2010 ad oggi, passano inosservati agli occhi dei nostri solerti sanitari pro-Pal. Per non parlare dei 20 mila bambini ucraini deportati in Russia dall’inizio della guerra che, per gli attivisti nostrani, godono di meno diritti e meno considerazione dei bimbi palestinesi, utilizzati come scudo umano o come attori per recitare nei video fake diffusi dalla propaganda di Hamas.

Due sono le cose: o per i nostri camici bianchi politicizzati esistono vittime di serie A e vittime di serie B, oppure si tratta dell’ennesima iniziativa per esprimere il profondo odio viscerale che nutrono nei confronti di Israele e del mondo ebraico. Una lotta politica e nulla più, sulla pelle strumentalizzata di chi oggi soffre in guerra sui vari fronti, e che non gode della visibilità e della stima degli attivisti dallo pseudo cuore d’oro che lavorano negli ospedali italiani. L’unica speranza è che anche questa iniziativa si risolva nel flop di inizio agosto quando, sugli oltre 9500 dipendenti della Città della Salute di Torino solo in 14 avevano aderito a questa pagliacciata in camice bianco.

*Claudio Desirò, segretario Italia Liberale e Popolare

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