Sciopero e fasce protette (mica tanto)

Egregio Direttore,
desidero condividere una riflessione critica, basata su un’esperienza personale, riguardo lo sciopero generale del 22 settembre 2025 e l’inefficacia delle cosiddette “fasce protette” nel trasporto ferroviario.

Lo sciopero è un diritto costituzionale sacrosanto, e i servizi essenziali dovrebbero essere garantiti con orari protetti e treni assicurati. Tuttavia, la mia vicenda dimostra che, nella realtà, queste garanzie sono spesso lettera morta. Tutto inizia a maggio 2025, con una prescrizione medica che mi fissa un appuntamento al Cup di Gravellona Toce per il 22 settembre. Prenoto un treno da Torino Porta Susa a Novara, con proseguimento in autobus verso il Lago d’Orta: un viaggio semplice, in teoria. Poi arriva l’annuncio dello sciopero, che manda all’aria i miei piani. Mi attivo immediatamente: cambio il biglietto per un treno in partenza da Torino Porta Nuova, dove si forma il convoglio, pagando persino un supplemento per il tragitto tra le due stazioni torinesi, poiché i tornelli di Porta Nuova non accettano biglietti non regolari. Mi assicuro un posto su un treno nella fascia protetta, prima delle 9:00, e mi presento in stazione alle 7:30, pronto ad attendere. Ma il caos regna sovrano: il tabellone elettronico è impazzito, le hostess, pur gentili, sono disorientate. Dopo una lunga attesa, un cambio di carrozza e l’illusione di una partenza imminente, arriva la beffa: il treno garantito viene cancellato. Non mi resta che tornare a casa, con l’appuntamento medico annullato e rinviato a data da destinarsi.

Mi chiedo: come può una “fascia protetta” non essere realmente garantita? Questa situazione ha causato disagi significativi, non solo a me, ma a molti cittadini. Nel mio caso, l’annullamento di un intervento medico; per altri, chissà quali conseguenze. È inaccettabile che un diritto come lo sciopero, pur nobile, si traduca in un disservizio selvaggio, lasciando i cittadini senza un’adeguata mobilità. Chiedo con forza che Sindacati e Ministero dei Trasporti collaborino per stilare un elenco chiaro e affidabile di treni garantiti durante gli scioperi, affinché le fasce protette non restino solo un’etichetta vuota.

Una nota positiva va alle Ferrovie dello Stato: il rimborso del biglietto è stato immediato, con la semplice presentazione del titolo di viaggio. Siamo nel 2025, e questo funziona! Tuttavia, è significativo notare che né la società di autoservizi Novara-Gravellona né la struttura medica hanno aderito allo sciopero, operando regolarmente. Questo dovrebbe far riflettere i Sindacati sul reale impatto della sospensione dei servizi essenziali, che finisce per penalizzare i cittadini e rischia di offuscare anche le motivazioni più nobili di uno sciopero. Quando il “bloquons tout” diventa caos, non si danneggia solo la mobilità, ma anche la fiducia nella gestione dei diritti collettivi.

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