Pd maggiorenne smarrito
Luigi Filippo Daniele* 11:24 Giovedì 20 Novembre 2025 0
Diciotto anni fa nacque come erede dell’Ulivo, dall’unione tra Democratici di Sinistra e Margherita. Doveva essere la casa dei riformisti italiani, il partito capace di unire la cultura progressista con quella liberale e di governo. Oggi, invece, appare più come un adolescente smarrito che come un giovane maturo pronto a guidare il Paese.
Negli anni il Pd ha perso il suo tratto distintivo: il riformismo. Da forza di governo è diventato partito dell’opposizione permanente, più impegnato a reagire che a proporre. Ha inseguito i populismi invece di contrastarli con idee solide e riforme coraggiose. Così la sinistra ha smesso di parlare di lavoro, impresa, innovazione e merito – i temi che interessano davvero a chi vuole un’Italia moderna, europea e competitiva.
Al Pd manca una classe dirigente formata e radicata, abituata a studiare, discutere e progettare. Non bastano i leader improvvisati o i giovani scelti solo per anagrafe. Servono persone che conoscano la cultura della responsabilità, del merito e del pragmatismo – quella che un tempo si insegnava nelle scuole di partito e che oggi sembra dimenticata. Essere riformisti non significa essere moderati, ma avere il coraggio di cambiare davvero le cose.
Matteo Renzi – con tutti i limiti della sua stagione – riportò il Pd a parlare di lavoro, scuola, innovazione e futuro. Quel coraggio oggi manca. E mentre il Pd sembra averlo smarrito, nasce “Casa Riformista”: un progetto che può diventare un vero incubatore di idee e di politica liberale, pragmatica, moderna. Per diventare davvero maggiorenne, il Pd deve tornare a credere nella modernizzazione del Paese, nell’Europa, nel lavoro come leva di libertà e nel merito come principio di giustizia sociale. Deve tornare a essere un partito “per”, e non solo “contro”: per chi lavora, per chi studia, per chi rischia e costruisce. Finché non lo farà, resterà un diciottenne che non sa che adulto vuole diventare. E forse, a quel punto, togliere l’Ulivo dal simbolo sarà più di un gesto grafico: sarà un segno di maturità e di onestà verso sé stesso e verso gli italiani.
*Luigi Filippo Daniele, Generazione Europa Liberaldemocratici Bellunesi (GEL)



