Ma quant'è bella Torino?
Emiliano Latino Garelli 11:46 Lunedì 12 Gennaio 2026 0
È così difficile da far capire a noi “torinesi” che questa città è diventata ormai una meta ambita da tantissimi turisti da ogni parte del mondo? E non sarà forse arrivato il momento per smettere di guardarsi sempre indietro e specchiarsi orgogliosamente di quello che Torino è diventata? Ci sarebbero tantissime altre domande da puntellare sulle mura di una realtà controversa e piena meraviglie. Tantissimi chilometri percorsi con la Nicoletta, da nord a sud, da ovest ad est e sempre la stessa frase ripetuta a corrente alternata da entrambi: “Bisogna alzare gli occhi al cielo per accorgersi dello stupore che questa città sboccia ogni giorno”. Pazzesco.
Vivo da sempre nel capoluogo piemontese e solo negli ultimi due decenni ho “imparato” ad alzare gli occhi per ammirare gli stili, i colori, i profumi e le mille sfaccettature che ormai (per fortuna) non sono più solo mie e nostre. Tutto il mondo, o almeno gran parte si è finalmente accorta dell’angolo a Nord-Ovest dello stivale e si catapulta ogni anno sempre di più. I numeri non si discutono: a Torino aumenta il flusso turistico di pari passo con l’aumentare delle attrazioni e le possibilità di alloggio quanto mai per tutte le tasche. Punto di partenza per poter raggiungere tutte le mete turistiche che il Piemonte può ostentare con orgoglio, è sempre più frequente sentirsi immersi tra tante lingue, diversi colori e tante famiglie che un tempo non prendevano neanche in considerazione la possibilità di venire da queste parti. Le luci poi. E la Mole? E i tanti musei, teatri, cinema e cafè che rendono gli argini del Po lo specchio nel quale paragonarsi solo con sé stessi e con nessuna altra città. Patria del Risorgimento, è bello poter dire finalmente: “Io vivo nella città più bella del mondo”.
Poi però siamo costretti anche a fare i conti con lo “sguardo basso” di periferie spesso solo apparentemente riqualificate, ma che spesso esplodono nei conflitti con i quali Torino non riesce a fare i conti. Giusto che gli occhi brillino della luce torinese, ma non bisogna mettersi gli occhiali da sole nel buio dei quartieri, la cui povertà, disgregazione e isolamento sono all’ordine del giorno. Ma questo è un altro discorso... ne riparleremo.



