Censura, indignazione selettiva
Luca Fiorentino 09:31 Mercoledì 04 Febbraio 2026 0
Il cortocircuito selettivo della censura. Apriti cielo Salone del Libro di Torino 2025. Tra gli stand compaiono editori che hanno pubblicato testi di estrema, estremissima destra. Proteste davanti agli stand, “Bella ciao” a squarciagola, appelli indignati. Storici e intellettuali – Alessandro Barbero in testa – rinunciano alla partecipazione e firmano una lettera congiunta per chiedere l’esclusione di tali editori dalla fiera.
Settimana successiva. Sempre a Torino. Evento filo propagandistico russo. In locandina i soliti filo-putiniani, tra cui lo stesso Alessandro Barbero. Polemiche sui giornali. Evento annullato. E qui, di nuovo, apriti cielo. Stavolta però al grido della censura. Sì, la stessa censura che pochi giorni prima era sacrosanta, adesso diventa un crimine orrendo, una minaccia alla libertà, un attentato alla libera espressione. Lo stesso Barbero che, proprio pochi giorni prima, chiedeva a gran voce l’esclusione di, un editore, per la pubblicazione di alcuni libri, vergognosi, di estrema destra, oggi si strappa le vesti in un’intervista, inveendo a caso contro i partiti per l’annullamento di questo evento, considerato da lui come un attentato alla libertà di espressione. Sorprendente senso della coerenza. O strano cortocircuito.
La censura a un editore che pubblica libri – senza dubbio schifosamente vergognosi – sarebbe valsa, sarebbe stata giusta. Quella però a un evento in cui si fa propaganda russa – durante un’invasione in corso – con la partecipazione di Angelo D’Orsi (recentemente ripreso a Mosca alla cerimonia di Russia Today, presente il dittatore Putin sul palco) in quel caso no: è indegna, vergognosa, inaccettabile. Ed è invece — anche — qui che sarebbe dovuto scattare l’ennesimo apriti cielo. Manifestazioni davanti al teatro. Bella ciao a squarciagola e tutte le altre belle cose, di un’indignazione che non sia selettiva.



