Forze nuove per rilanciare Torino

Caro Direttore,
devo dire che il nostro sindaco, a volte, mi fa tenerezza: è continuamente costretto a rincorrere i problemi di una città che non riesce più a recuperare le posizioni di un tempo, e tutto questo lo pagano amaramente i cittadini.

Alla disattenta politica cittadina è sfuggita una tabella pubblicata nei giorni scorsi: Torino non figura tra i primi dieci Comuni per capacità di innovare il proprio funzionamento amministrativo. In classifica compaiono Vicenza, Prato, Milano, Roma, Bologna, Verona, Catania, Rimini e Brescia. Non si capisce perché Torino, che con Cesare Vaciago aveva compiuto un grande salto in avanti – tanto da gestire molto bene le Olimpiadi del 2006 – oggi non sia più tra le principali città italiane sotto questo profilo.

Leggo poi le comunicazioni del sindaco in Commissione sulla situazione Fiat e noto che, tra le altre cose, parla di golden power, ma dimentica che fu proprio il Governo giallorosso Conte-Pd a non esercitarlo quando John Elkann vendette Fiat a Peugeot. Sono contento che oggi Lo Russo riscopra l’importanza dell’industria, ma dimentica di dire che, da Castellani in poi, i sindaci del Pd hanno voluto a tutti i costi superare la logica della one company town, dimenticando che Fiat aveva costruito, con il suo indotto, la più grande filiera industriale italiana. Il prezzo di quella linea fallimentare lo stanno pagando da anni i tanti lavoratori in cassa integrazione e i giovani, che trovano solo lavori precari e poveri.

Lo Russo mi fa tenerezza anche perché neppure gli intellettuali della sinistra lo aiutano: Revelli ha scoperto solo questa settimana che la crisi della Fiat ha aumentato le disuguaglianze. Ma davvero? È evidente che la sinistra, che governa Torino dal 1993, ha perso da tempo la sua spinta propulsiva. Dopo 33 anni, l’alternanza alla guida della città è diventata una questione di democrazia.

Servono forze nuove per rilanciare economia, lavoro, sicurezza e benessere. Noi dello Scudo crociato, che abbiamo saputo combattere la grande battaglia per salvare la Tav, abbiamo idee e programmi all’altezza della sfida.

*Mino Giachino, Udc Torino

print_icon