Opere d'arte diffusa? Anche no
Luisa Albert 10:12 Lunedì 23 Marzo 2026 0
Nella città di Torino, da anni, un giardiniere scultore dissemina le sue opere in parchi e piazze senza un ordine preciso. Al Valentino, nel giro di 100 metri quadrati, si possono incontrare circa 12 delle sue poesie tridimensionali di gozzaniana fattura. Fatine circondate da fiorellini, gattini che fuoriescono dai tombini, suonatrici di violino in bici, sorrette da uccellini e farfalline bianche. Quando incontro la prima mi spunta un sorriso, alla seconda mi viene un po’ il nervoso, alla terza mi sale la glicemia e dalla quarta in avanti mi monta la voglia di diventare un teppista armato di sega elettrica. Nessuno nega la capacità creativa e l’abilità di questo scultore, ma mi chiedo: non sarebbe il caso di limitare la quantità di opere kitsch presenti nello stesso luogo(punto di domanda) Non sarebbe il caso di posizionarne qualcuna in altri parchi o in altre città(punto di domanda) Non sarebbe anche il caso che scomparissero da luoghi aulici come Piazza Carlo Alberto? Chi regola la comparsa di queste creazioni nella nostra meravigliosa città? Chi decide quale è il limite della stucchevolezza che possiamo sopportare? Mi sento come il perfido Gru di “Cattivissimo me”, ma sento anche il bisogno che qualcuno intervenga prima che compaiano dei nani da giardino in piazza San Carlo.



