Meloni, ora un bagno di umiltà
Simone Colmo 09:01 Martedì 24 Marzo 2026 0
Cara Premier, ora un bagno di umiltà.
Quel giorno è arrivato, dopo circa tre anni e mezzo a Palazzo Chigi, il popolo si è espresso respingendo l’unica riforma approvata dal Governo Meloni, tralasciando la fantomatica “autonomia” già fatta a pezzi dalla Corte Costituzionale. Il voto era sì sulla “riforma della giustizia”, ma inevitabilmente rappresentava un referendum sull’operato dell’Esecutivo.
In questi oltre tre anni, si è assistito ad un Governo arrogante e sopra le righe, che si sentiva intoccabile, sostenuto da una maggioranza che non poteva nemmeno essere criticata solamente perché aveva il popolo dalla sua parte. L’esito di questo referendum non deve sorprendere, è semplicemente il risultato della totale assenza di un’agenda di Governo; la Premier Meloni è a capo di quella che è probabilmente la più solida maggioranza della storia della Repubblica ma, nonostante ciò, non è riuscita a mantenere alcuna delle principali promesse fatte in campagna elettorale che le permisero di diventare Premier nel 2022. Taglio delle accise, blocco navale, riforma del sistema pensionistico, premierato, solo per citare i principali impegni disattesi.
Per anni abbiamo assistito ad una Giorgia Meloni che dall’opposizione si scagliava contro l’Unione Europea e le agenzie di rating per poi, una volta al Governo, lodarsi dei rating in miglioramento e degli apprezzamenti delle istituzioni europee, derivanti da quattro manovre finanziarie regressive e senza visione. Il Paese reale però è quello della produzione industriale e del Pil che languono, dei salari che non crescono, della pressione fiscale che sale, senza parlare del totale fallimento in politica estera, con l’amicizia con Donald Trump che si è rivelata fatale.
La verità cara Premier è che in vista dell’ultimo anno di legislatura serve un bagno di umiltà, serve cambiare registro ed iniziare a comportarsi da Presidente del Consiglio più che da capopopolo, ad esempio pretendendo le dimissioni di membri della sua squadra di Governo totalmente inadeguati, ridando dignità al confronto parlamentare, prendendo posizioni nette in politica estera. Il popolo sovrano si è espresso dicendo no all’arroganza, al qualunquismo, ai toni sopra le righe, agli slogan, anche se del Governo Meloni, ad oggi, non resta null’altro che tutto ciò.



