Una sanità delle pale
Alfredo Quazzo 10:18 Mercoledì 13 Maggio 2026 0
Da oltre vent’anni in Piemonte si parla di costruire una nuova struttura sanitaria che sostituisca o integri l’attuale ospedale Molinette di Torino inaugurato nel 1935. Per realizzare questo ambizioso progetto, nel 2003 la Regione Piemonte acquistò l’area ex Fiat Avio (193.000 mq) per 55 milioni di euro. Nel 2007 avviò il progetto della nuova Città della Salute, con l’idea di accorpare: Molinette, Sant’Anna, Cto e Regina Margherita. Tra il 2008 e il 2010 vennero predisposti: studi preliminari, documenti urbanistici, ipotesi di partenariato pubblico-privato e primi quadri economici. Nel 2010 venne firmato il primo Protocollo d'Intesa tra Regione Piemonte, Comune di Torino, Università e Aziende Ospedaliere. Dal 2011 al 2014 il progetto entrò in una lunga fase di revisione in cui, grazie anche al cambio di governo regionale, vennero ridimensionati i costi e discusso il modello finanziario.
Presto si passò dall’idea di appalto tradizionale a una formula di partenariato pubblico-privato (Ppp) con finanza di progetto. Nel 2014 lo studio di fattibilità venne perfezionato. Tra il 2015 e il 2018 si passò alla definizione del nuovo masterplan, ad un confronto con il Ministero della Salute sui finanziamenti e infine alla presentazione ufficiale del progetto politico e sanitario agli operatori economici interessati: banche, fondi, general contractor, studi di progettazione e imprese di costruzione.
Il grande bando europeo venne pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 18 febbraio 2019 per la progettazione, la costruzione e la gestione del nuovo Parco della Salute. Le caratteristiche principali erano: procedura in dialogo competitivo, formulazione in partenariato pubblico-privato per un valore di oltre 400 milioni di euro. Tra il 2020 e il 2022 vi fu un periodo altamente controverso. Ammessi i concorrenti, partì il dialogo competitivo ed emersero i problemi: aumento dei costi, pandemia Covid, rincari energetici e delle materie prime, sostenibilità finanziaria del Ppp. Furono quindi necessari una revisione del piano economico e degli aggiornamenti progettuali con un concreto rischio di blocco dell’opera: le imprese costruttrici disertarono il bando a causa delle condizioni economiche non più sostenibili.
Per sbloccare il progetto, nel 2023, il Governo nominò un commissario straordinario, Marco Corsini, che consentì: l’accelerazione delle procedure, la revisione della documentazione di gara e l’aggiornamento economico-finanziario. Finalmente nel 2024 la gara venne aggiudicata al raggruppamento Consorzio Sis e Abp Nocivelli con l’incarico della progettazione definitiva, della costruzione e della gestione dei servizi previsti dal PPP. Il 24 aprile 2025 venne firmato il contratto di concessione e alla firma parteciparono Regione Piemonte, commissario straordinario, Comune di Torino, Università di Torino, Politecnico, azienda ospedaliera. Nell’aprile 2026 la conferenza dei servizi ha espresso parere positivo, ma i lavori sono slittati a causa del ritrovamento di reperti bellici nell'area e dell'aumento dei costi.
In tutti i casi il presidente della regione Alberto Cirio ha garantito che entro la fine 2026 verrà posata la prima pietra e che si stima il completamento dell'opera nel 2031 e quindi l’inaugurazione. Il nuovo polo sanitario avrà circa 1.040 posti letto in una sede moderna, all’avanguardia e internazionale.
E tutto questo annoso ritardo? Ovviamente non esiste un unico “colpevole” ma è il risultato di un incrocio tra instabilità politica, complessità burocratica e inchieste giudiziarie. Il progetto ha attraversato quattro diverse giunte regionali (dal 2003 al 2018) e numerosi assessori alla sanità. Ogni cambio ha portato a revisioni del piano, come il passaggio dal concetto di “Città della Salute” a quello di “Parco della Salute”, causando continue ripartenze burocratiche.
Recentemente, la gestione della Aou (Azienda Ospedaliera e Universitaria) Città della Salute è finita sotto la lente della magistratura. Nel novembre 2025, 16 ex manager sono stati rinviati a giudizio con accuse di falso in atto pubblico e truffa legati a presunti bilanci falsificati per ottenere premi di risultato. Questi scandali hanno distolto risorse e attenzione dalla realizzazione del nuovo polo. Il processo a carico dei 16 ex manager della Città della Salute è attualmente nella sua fase dibattimentale. Dopo l’apertura formale del processo, a febbraio 2026, il tribunale sta affrontando le questioni preliminari e l’ammissione dei testimoni. Il rischio di prescrizione per il processo ai 16 ex manager della Città della Salute è considerato estremamente elevato a causa sia della natura dei reati sia delle recenti peripezie procedurali.
L’inflazione e il rincaro dei materiali hanno costretto a frequenti revisioni del piano economico, portando il costo stimato a circa 611 milioni di euro. Il rapporto tra gli enti non è sempre stato fluido. Recentemente, si sono registrate tensioni tra il Commissario Straordinario Marco Corsini e il Comune di Torino (guidato dal sindaco Stefano Lo Russo) in merito alla trasmissione delle pratiche necessarie per procedere. In sintesi, la responsabilità è diffusa tra la Regione Piemonte (per la lentezza decisionale e i cambi di rotta), e i rigorosi, talvolta estenuanti “riti” della burocrazia statale.
Ultimo, ma non meno significativo, causa di ritardo del progetto è stato l’intervento della magistratura nei confronti dei manager delle Molinette (coinvolte in inchieste sui conti) senza il quale si stima che i lavori avrebbero potuto iniziare con circa 4 anni di anticipo rispetto alle date attuali. L’intervento della magistratura ha certificato un “caos gestionale” che ha reso l’iter ordinario impossibile da concludere.
Che dire? E la salute dei cittadini? Che peso ricopre nelle decisioni? Non ci si può certo lamentare se i migliori giovani medici scelgono di emigrare in Lombardia o addirittura all’estero! Quello che veramente fa male è constatare che talentuosi professionisti della sanità pubblica siano costretti a svolgere le loro complesse e delicatissime attività in una cornice logistica ormai vetusta, dove nei lunghi corridoi c’è una commistione tra degenti e visitatori.
Da qualche settimana frequento spesso quei corridoi per andare a fare visita ad amici degenti. Ho notato una imbarazzante trasandatezza della struttura fisica (porte di ascensore che si bloccano e sistemi di allarme non funzionanti), mancanza di strumentazione e non solo d’avanguardia (mancanza di carrozzine, porta-flebo efficienti, carta igienica, ecc.) e grandissima carenza organizzativa sopperita dalla buona volontà del personale. Qualsiasi azienda dalla più piccola alla più grande per poter operare al meglio deve avere un buon personale, ottimi dirigenti, efficienti ed efficaci mezzi di produzione ma tutto questo non è sufficiente se non c’è una funzione organizzativa adeguata alla complessità dell’azienda che “orchestri” i processi aziendali, dall’amministrazione alla produzione fino all’erogazione dei beni e servizi. L’organizzazione aziendale deve essere vista come la pala di una nave (azionata dal timone), se la nave è molto grande la pala deve essere delle giuste dimensioni per poter effettuare le manovre in modo corretto. Il Titanic affondò perché la pala era troppo piccola rispetto alla nave e non le permise di deviare l’iceberg. Attenzione, dunque, che la nuova Città della Salute sia dotata di una giusta pala!



