Dall'ideologia al carisma
Michele F. Fontefrancesco* 08:36 Venerdì 29 Maggio 2026 0
Siamo cresciuti considerando il partito come una struttura solida e ideologica, capace di organizzare la vita della comunità. Quell’eredità novecentesca, tuttavia, è oggi in piena crisi: la trasformazione in corso non è un incidente, ma una mutazione genetica della nostra democrazia. I partiti del secolo scorso, nettamente diverso dalle esperienze ottocentesche, proponevano un’appartenenza totale basata sull’ideologia, intesa come un orizzonte di senso condiviso che trascendeva l’individuo.
Oggi, invece, il panorama politico si è frammentato in formazioni che somigliano a “brand” nazionali o a semplici cartelli elettorali, dove l'identità è spesso imprecisa o confliggente. Questa transizione segna il passaggio dall'ideologia al carisma. La differenza è netta: mentre l’ideologia crea un legame duraturo attorno a valori collettivi, il carisma genera un “noi” che esiste solo come luce riflessa del leader. Lo vediamo concretamente nel boom e successo delle forme di aggregazione civiche.
Nella politica del presente sempre più il seguace/votante non aderisce a una dottrina, ma si rispecchia in una persona. Di conseguenza, il successo delle liste civiche certifica un ritorno al modello ottocentesco, dove il partito non è più un sistema che organizza la società, ma un gruppo di persone unito da interessi comuni o dalla figura di un candidato. La politica si è così ridotta a un’operazione di rappresentanza o di “committage” elettorale.
Mentre in queste ore si leggono colonne entusiaste di questa svolta, è bene ricordare una lezione antica: affidare la guida di una comunità e di un Paese esclusivamente al carisma e a un pragmatismo presentista privo di bussola ideale chiara espone la democrazia a una fragilità estrema. Infatti, senza una visione collettiva definita, il sistema corre il rischio di collassare insieme al suo leader. Certo, possiamo sperare che ce ne sia sempre un nuovo leader a coprire il vuoto lasciato, ma inseguire la luce riflessa di un individuo e di un momento ci fa un po’ come farfalle danzanti alla luce di un bagliore temporaneo, destinato a lasciarci nel buio una volta esaurito il suo tempo.
*Michele Filippo Fontefrancesco, Università Cattolica del Sacro Cuore



