La Torino dei soliti noti
Simonetta Chierici 09:42 Sabato 06 Giugno 2026 0
La politica al potere si muove seguendo le arcinote strategie di sempre: promesse, annunci e sciorinamento dei risultati raggiunti durante il mandato. Nulla di nuovo sotto il sole. Chi è schierato politicamente approva in automatico, chi non lo è dissente.
Poi c’è una massa indistinta di cittadini che oscilla tra disgusto, delusione, incertezza, timori sommessi e insoddisfazioni palesi. Una strana Torino che, alla fine, continua a inchinarsi a una sinistra dominante da decenni, così come un tempo si inchinava a Re Agnelli. Che strana Torino.
A ben guardare, i veri protagonisti della città sono i tantissimi e ricchissimi torinesi che la abitano, spesso in modo discreto e quasi invisibile. Imprenditori, avvocati di fama, professionisti affermati, fondazioni, banche, Rotary, media: è questo il mondo che conta davvero. Le ville della collina e della Crocetta, le splendide dimore con piscina, giardini e personale di servizio rappresentano da molto tempo il cuore di un sostegno solido e costante a una sinistra rassicurante e protettiva.
Una sinistra che consente di sentirsi dalla parte giusta, di mantenere la coscienza pulita e, al tempo stesso, di restare al riparo da ogni scossone. Un gioco forse perverso, ma efficace: garantire protezione sociale e candore politico in cambio di voti pesanti e determinanti.
È una storia interessante, quella di Torino. Sembrano lontani e ormai sepolti la classe, lo stile, il coraggio e l’intelligenza di figure come Gobetti, Gramsci, i fratelli Rosselli e molti altri. Oggi, da tempo, la sinistra torinese appare adagiata sui propri privilegi di potere: ricca, autoreferenziale e spesso arrogante, ma perfettamente consapevole di detenere le leve necessarie per orientare il consenso dove conta davvero.
Va bene, va tutto bene. Purché si sappia in quale melassa politico-economica siamo finiti. Perché quando denaro, finanza e potere si saldano tra loro, per gli altri resta ben poco spazio.
Grazie per l’attenzione.



