Cremazione, un silenzio di tomba
un cittadino torinese 09:25 Venerdì 19 Giugno 2026 0
Gentile Direttore,
le scrivo da semplice cittadino torinese. Non sono un esperto di diritto amministrativo, non lavoro nel settore funerario e non ho alcun interesse diretto nella vicenda Socrem. Mi occupo di catering e ristorazione. Eppure, leggendo qua e là articoli, delibere, interrogazioni e documenti pubblici, mi sto appassionando a una questione che riguarda tutti noi: il rapporto tra il Comune di Torino e la gestione del servizio di cremazione. Più si approfondisce la materia, più emergono numeri che meritano attenzione.
Da cittadino, mi colpisce che si discuta spesso di temi simbolici, di brand cittadini e di operazioni d’immagine, mentre una vicenda che sembra avere conseguenze economiche concrete per le casse comunali e per le famiglie torinesi resti sostanzialmente confinata agli addetti ai lavori. Se ho capito bene, già nel 2014 il Consiglio Comunale riteneva necessario intervenire su una situazione che veniva considerata problematica per l’interesse pubblico. Sono passati più di dieci anni e, nel frattempo, tutto sembra essere rimasto sostanzialmente fermo. È una circostanza che lascia perplessi. Da profano, noto poi una curiosa differenza di velocità amministrativa. Nel caso di Askatasuna, indipendentemente dal giudizio che ciascuno può avere sulla vicenda, il sindaco e la giunta hanno dimostrato di poter assumere decisioni e imprimere una direzione politica in tempi molto rapidi. Sulla questione Socrem, invece, si ragiona da oltre un decennio. Naturalmente i casi sono diversi e nessuno pretende paragoni assoluti, ma la differenza di tempi è evidente agli occhi di chi osserva dall’esterno.
Ancora più sorprendente è il silenzio politico. Maggioranza e opposizione sembrano trovare tempo ed energie per discutere per settimane del brand Torino, del Museo Ettore Fico o di altre questioni certamente legittime, ma raramente si sente un confronto approfondito su una vicenda che riguarda servizi pubblici, tariffe pagate dai cittadini, beni comunali e possibili entrate per il bilancio della città. Non entro nel merito di chi abbia ragione. Non so se Socrem abbia operato bene o male. Non so quale sia la soluzione migliore. So però che quando un argomento riguarda milioni di euro, patrimonio pubblico e servizi essenziali, il minimo che un cittadino possa chiedere è un dibattito pubblico trasparente.
Perché se ne parla così poco? Perché il Consiglio Comunale non dedica una seduta specifica a questa vicenda? Perché non vengono illustrati in modo semplice ai cittadini i numeri, le scelte compiute negli ultimi anni e gli scenari futuri? Forse esistono spiegazioni perfettamente ragionevoli. Ma proprio per questo sarebbe utile che venissero esposte chiaramente. Perché, da cittadino, la sensazione è che si discuta molto di ciò che produce visibilità e polemiche immediate e troppo poco di ciò che potrebbe incidere concretamente sulle tasche dei torinesi e sulle entrate del Comune.
Cordiali saluti.
Un cittadino torinese (lettera firmata)



