Energia, non ideologia

I dati diffusi da Terna relativi al mese di giugno 2026 evidenziano con chiarezza le criticità strutturali del sistema elettrico nazionale. A giugno la produzione da fonti rinnovabili è diminuita del 3,4%. La quota di produzione si è attestata al 54,5% (contro il 57,8% dello stesso mese del 2025), mentre la copertura della domanda elettrica è scesa al 47% (dal 49,5% dell’anno precedente). Nel dettaglio: Fotovoltaico: +15,7%; Eolico: -3,2%; Geotermico: -2,1%; Idroelettrico rinnovabile: -23% (fortemente penalizzato dalla siccità)

Il fabbisogno elettrico ha raggiunto i 28 TWh, il valore mensile più elevato degli ultimi dieci anni, spinto dalle temperature record. Nei primi sei mesi del 2026 sono stati installati soltanto 3,4 GW di nuova capacità rinnovabile: a questo ritmo l’anno si chiuderà al di sotto dei livelli del 2025 e lontanissimo dai 11-15 GW annui necessari per rispettare i target al 2030.

Questi numeri non ammettono letture ideologiche. Le fonti rinnovabili sono e devono rimanere un pilastro fondamentale della transizione, ma da sole non bastano a garantire continuità e sicurezza. Quando manca il vento, quando la siccità riduce drasticamente la produzione idroelettrica e quando la domanda cresce in modo improvviso, il sistema ha bisogno di fonti stabili e programmabili.

Per questo Futuro Nazionale ribadisce con forza che è indispensabile un mix energetico concertato, basato sulla collaborazione pragmatica di tutte le tecnologie disponibili – rinnovabili, gas, nucleare e idroelettrico – senza contrapposizioni ideologiche o “guerre di religione” tra fonti. Auspichiamo che le istituzioni, le forze politiche e gli operatori del settore abbandonino gli schieramenti dogmatici e aprano finalmente una reale concertazione sul tema energetico, orientata esclusivamente a garantire: sicurezza energetica, stabilità del sistema, prezzi competitivi per famiglie e imprese, indipendenza strategica del Paese. Solo così l’Italia potrà costruire un sistema energetico robusto, affidabile e al servizio dell’interesse nazionale.

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