La Tav è sempre più importante
Mino Giachino* 09:05 Lunedì 03 Agosto 2026 0
Caro Direttore,
leggendo le interviste e gli articoli degli esponenti delle categorie economiche sull’importanza della Tav e delle infrastrutture, si coglie quanto la nostra scuola abbia trascurato, nel secondo dopoguerra, l’insegnamento della prospettiva storica. Oggi prevale una visione di corto respiro, incapace di guardare oltre l’immediato.
Molti sostengono che il progetto della Lisbona-Kiev sia ormai superato a causa delle guerre. Non comprendono, però, che ogni anno migliaia di treni merci collegano la Cina all’Europa, fino alla Spagna, e che questi traffici sono destinati a crescere anche per le difficoltà lungo le rotte marittime del Canale di Suez e dello Stretto di Hormuz.
Il commercio mondiale resta il principale motore dello sviluppo. Senza un export forte avremmo meno crescita, meno occupazione e meno benessere.
La rete ferroviaria europea è stata progressivamente completata e rafforzata. Il Corridoio Mediterraneo, di cui fa parte la Torino-Lione, collega la penisola iberica con l’Europa orientale e rappresenta un’infrastruttura strategica destinata a interconnettersi con le grandi direttrici commerciali provenienti dall'Asia.
Secondo l’Enea, quasi un terzo dell’inquinamento della Pianura Padana è dovuto ai trasporti. Ogni anno sull’Autostrada A4 transitano circa tre milioni di Tir. Se, grazie alla nuova linea ferroviaria e al Ferrobonus – l’incentivo che introdussi quando ero al Governo – riuscissimo a trasferire una parte consistente del traffico dalla strada alla ferrovia, potremmo togliere dalle autostrade circa 900 mila mezzi pesanti.
Abbiamo dimenticato la lezione di Cavour, il più grande statista italiano, e con essa quella capacità di visione strategica che rese il Piemonte un modello per l’Europa. Lo dimostra una delle intuizioni più straordinarie ricordate dallo storico Rosario Romeo: già 170 anni fa Cavour sosteneva che la ferrovia Genova-Torino dovesse proseguire verso il Sempione perché prevedeva che l’apertura del Canale di Suez avrebbe restituito centralità al Mediterraneo e consentito al porto di Genova di contendere a Marsiglia il primato dei traffici commerciali. Una visione che trova conferma ancora oggi.
La Tav è strategica perché collega l’Italia ai mercati di Francia, Spagna, Regno Unito e Portogallo e, attraversando la Pianura Padana, si integra con gli altri grandi corridoi europei: quello Genova-Rotterdam ad Alessandria, il Brennero a Verona e il Corridoio Adriatico a Padova. Sarà inoltre fondamentale per valorizzare il porto di Genova che, grazie alla nuova diga foranea, potrà diventare uno dei principali hub logistici del Mediterraneo.
Per questo la Tav è oggi ancora più importante di quanto lo fosse quando nacque il progetto e non può essere gestita con un approccio puramente burocratico. I torinesi riempirono piazza Castello perché percepivano la passione con cui difendevamo un'opera destinata a migliorare il futuro del territorio.
Il fatto che oggi si pensi di non organizzare la manifestazione di settembre in piazza Castello, per timore del confronto con quella che organizzammo insieme alle Madamin il 10 novembre 2018, è un segnale che ciascuno può interpretare.
Infine, sarebbe importante avere un assessore alla Cultura preparato come Pier Franco Quaglieni. Troppo spesso si dimentica che questo ruolo non consiste soltanto nel promuovere eventi o dialogare con teatri e musei, ma anche nel mantenere un rapporto costante con le scuole e le università, dove si forma la cultura delle nuove generazioni.
*Mino Giachino, Sì Tav – Sì Lavoro



