Sagre di paese "troppo" sicure
Giorgio Proglio 12:53 Sabato 08 Agosto 2026 0
Abbiamo reso le feste di paese così sicure che presto non ci sanno più! Per molti piccoli paesi la festa patronale non è semplicemente uno degli appuntamenti dell’anno, ma è spesso l’unico momento in cui quel luogo riesce davvero a mostrarsi, a riempirsi, a farsi conoscere e a ricordare a chi ci vive, e anche a chi se n’è andato, di essere ancora una comunità. È la sera in cui la piazza torna ad avere un senso, i bar lavorano, i ristoranti si riempiono, i volontari collaborano, le famiglie rientrano, i giovani incontrano gli anziani e persone provenienti dai Comuni vicini scoprono un paese nel quale, magari, non sarebbero mai arrivate. In poche ore si crea ciò che durante il resto dell’anno è sempre più difficile costruire: socialità, appartenenza, economia locale e persino turismo.
Eppure organizzare queste feste sta diventando sempre più complicato, perché tra autorizzazioni, piani di sicurezza, tecnici, responsabilità, costi e adempimenti, quello che una volta nasceva grazie all’entusiasmo di una Pro loco o di un gruppo di volontari rischia oggi di trasformarsi in un percorso a ostacoli che scoraggia anche le comunità più tenaci.
La sicurezza è indispensabile, naturalmente, ma dovrebbe servire a permettere alle persone di incontrarsi senza rischi, non a rendere impossibile ogni iniziativa. Quando le regole diventano sproporzionate rispetto alla dimensione reale di un evento, il risultato non è una festa più sicura, ma una festa che non si fa più. Ed è qui che emerge una contraddizione difficile da ignorare: spendiamo risorse per promuovere i borghi, raccontarne l’autenticità e attrarre visitatori, ma nello stesso tempo rendiamo sempre più difficile organizzare proprio quei momenti nei quali un paese mostra la sua anima più vera.
Quando salta una festa non perdiamo soltanto una cena, un concerto o qualche tavolo sotto un tendone. Perdiamo l’occasione, spesso unica in tutto l’anno, in cui quel paese diventa visibile, vivo e capace di stare insieme. Perché un borgo senza la sua festa resta forse ordinato, silenzioso e perfettamente in regola, ma rischia di diventare soltanto un insieme di case dove non accade più nulla. E purtroppo, in questa estate, gli esempi di serate annullate per questo motivo sono già tantissimi.


