Siccità, cambiare l'agricoltura 

Arpa ci dice che siamo a livello del tragico 2022. Si valuta il deficit idrico attuale in oltre 3 miliardi di m³; come si può immaginare di porre rimedio a tutto questo costruendo nuovi bacini che contengano qualche decina di milioni di m³ in più? Bacini, peraltro, che nei mesi estivi si troverebbero in carenza di acqua? Riusciamo a ragionare di un tema complesso guardando i numeri e non dandoli?

Il Piemonte è la regione d’Europa che utilizza il maggior quantitativo di acqua in agricoltura; l'agricoltura nella Ue utilizza il 51% dell’acqua mentre in Piemonte il dato si avvicina al 90%. Lo studio del 2024 di Cassa Depositi e Prestiti e della Regione Piemonte stima il fabbisogno complessivo di acque superficiali in circa 8 miliardi di m³/anno, 95% dedicato a uso irriguo. Dai tati dell’Arpa negli ultimi 60 anni si è registrato un incremento in Piemonte di 2,1°C che diviene di 2,5°C nelle aree montane. Molto di più che a livello globale.

La risicoltura piemontese occupa oltre 110.000 ha di territorio; Cassa Depositi e Prestiti definisce un fabbisogno irriguo per il riso di circa 6 miliardi di m³/anno. La maiscoltura si posiziona al secondo posto con un fabbisogno di oltre 0,7 miliardi di m³/anno, mais che a causa della carenza idrica ha perso il 30% delle superfici in 10 anni (105.000 ha attuali).

Le carenze idriche ormai strutturali hanno portato la Cop 27 a inserire il bacino del Po tra i peggiori a livello globale perché è qui evidente più che altrove l’effetto della concomitanza di utilizzi eccessivi dell’agricoltura e diminuzione della risorsa.

I 56 grandi invasi piemontesi contengono complessivamente 440 milioni di m³. Quelli in progetto aumenterebbero di alcune decine di milioni la disponibilità.

In Piemonte domina l'irrigazione per scorrimento superficiale e per infiltrazione laterale, i metodi di gran lunga meno efficienti e dispendiosi: quasi il 60% di tutti i campi irrigati in regione è trattato con questo sistema (riso e mais innanzitutto). Al secondo posto c’è l'irrigazione per aspersione che copre poco oltre il 10%. Il sistema più efficace in termini di risparmio idrico, quello definito microirrigazione e il gocciolamento coprono il 3% della superficie irrigata. L’acqua utilizzata per l’irrigazione arriva in larga parte dallo scioglimento dei ghiacciai che stanno riducendo drasticamente il loro volume. Per irrigare le nostre colture utilizziamo riserve fissate da 10.000 anni in alta montagna e che presto termineranno.

La carenza d’acqua e l’utilizzo irriguo fuorilegge porta al mancato rispetto del “Minimo deflusso vitale” definito nel D.Lgs. 152/99.

Che fare? L’Ue indica l'efficienza idrica come criterio da seguire per ridurre la domanda; solo in ultima analisi valutare nuove infrastrutture di offerta. Qui si ragiona al contrario! Per ridurre di miliardi di metri cubi i consumi serve puntare su colture meno idroesigenti (basta riso e mais su suoli non adatti!) e soprattutto su tecnologie e innovazioni che consentono di irrigare con quantitativi d'acqua di molto minori rispetto alle tecniche tradizionali. Il passato di abbondanza non ci sarà più.

*Igor Boni, presidente Europa Radicale

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