ENTI LOCALI

Alessandria, testa a testa in Provincia

Dopo la presa del Comune, il centrodestra si presenta in testa alle elzioni per Palazzo Ghilini. Per il candidato Baldi 536 firme contro le 463 di Muliere. La conta il 24 settembre

È solo un segnale, ma indica un serio pericolo per il centrosinistra alessandrino che dopo aver subito la sconfitta alle comunali del capoluogo rischia di consegnare al centrodestra anche la Provincia. Lega, Forza Italia e le altre forze della coalizione hanno raccolto, tra i consiglieri dei 192 comuni del territorio, un numero di firme a sostegno del candidato Gianfranco Baldi decisamente superiore a quello a supporto di Rocchino Muliere, l’uomo indicato dal centrosinistra per cercare di conservare la guida di Palazzo Ghilini. Non sono soltanto le 536 firme rispetto alle 463 a far mettere al centrodestra una pesante ipoteca sulla guida dell’ente, presieduto da Rita Rossa fino alla sua sconfitta che ha portato il leghista Gianfranco Cuttica a Palazzo Rosso. Proprio la riduzione del numero di consiglieri nel Comune capoluogo porta il Pd a doversi affidare – nel sistema del voto ponderato dove il peso dei municipi è diverso a seconda degli abitanti – agli altri centri principali della provincia: Casale Monferrato, che potendo contare sulla maggioranza di centrosinistra dovrebbe di fatto annullarsi reciprocamente con Alessandria, poi Novi Ligure che ha il suo sindaco candidato alla presidenza, quindi Ovada e Tortona anch’esse governate dal Pd, mentre Acqui Terme conquistata dal M5s potrà apportare non molto ai dem e comunque non in misura maggiore rispetto al centrodestra.

La grande incognita resta, semmai, il voto della miriade di piccoli comuni che singolarmente pesano poco, ma insieme fanno quella massa critica su cui punta il centrodestra. Non a caso ha indicato in un primo cittadino di un piccolo centro, Cassine, il suo candidato, mentre il centrosinistra ha puntato su un amministratore di lunga esperienza come Muliere, il quale prima di essere eletto sindaco di Novi Ligure è stato per svariate legislature consigliere regionale e, in questi ultimi mesi, ha retto la Provincia dopo l’uscita d scena della Rossa e in attesa delle elezioni del prossimo 24 settembre. Saranno, insomma due settimane cruciali per gli opposti schieramenti, impegnati non solo a raccogliere promesse di consenso, ma anche a rimarcare ai consiglieri di tutti i Comuni la necessità di andare a votare, giacché è assai probabile che qualunque sarà il risultato finale lo si otterrà con poco scarto.

Osservatori distaccati ma non troppo, i Cinquestelle. Nessun consigliere del movimento, infatti, andrà a votare. “Osserviamo il regolamento che ci si è dati a livello nazionale – spiega Michelangelo Serra, che siede in consiglio comunale di Alessandria dopo essersi presentato candidato sindaco – Siamo da sempre contrari alle Province e non partecipiamo né con candidature, tantomeno votando altri”. Se a Torino per la Città Metropolitana, “che è un’altra cosa rispetto alle Province”,  i grillini hanno sempre votato, negli enti omologhi sul territorio restano alla finestra, lasciando di fatto centrodestra e centrosinistra a duellare all’ultimo voto. Tra i dirigenti provinciali dem c’è un cauto, a tratti cautissimo, ottimismo: nessuno si nasconde il rischio di un’ulteriore debacle dopo quella alessandrina di pochi mesi fa, anche se sulla carta i numeri sarebbero favorevoli al centrosinistra. Nel versante opposto si punta molto sull’effetto “rappresentanza” dei piccoli Comuni dato dalla candidatura di Baldi, il quale proprio potrebbe strappare voti all’avversario giocando sul fatto di rappresentare, appunto, i paesi, i cui amministratori spesso mostrano di sentirsi trascurati rispetto ai centri maggiori. Non è un caso che nei giorni scorsi il sindaco di Alessandria abbia tirato la volata a Baldi motivando la decisione di non essersi candidato (al contrario di colei che lo aveva preceduto a Palazzo Rosso) perché “lepiccole e medie realtà territoriali devono portare sul tavolo provinciale le problematiche locali. Per questo motivo – ha aggiunto Cuttica - ritengo che sia più opportuno rivolgere la candidatura ai sindaci di Comuni con dimensioni medio-piccole”. E se molte sono le incognite sull’esito delle elezioni, una certezza si profila nel caso di vittoria del centrodestra: Baldi presiederebbe un ente dove la maggioranza dei consiglieri resterà, sia pure risicata, al centrosinistra. E a Palazzo Ghilini entrerebbe un’anatra zoppa.

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