BUCHMESSE

Libro, la Fondazione non chiude

A Palazzo Lascaris arriva un emendamento che consente a Chiamparino di attingere alle casse della Regione Piemonte per coprire il buco e scongiurare la liquidazione

Se salta la Fondazione per il libro anche la Fiera è a rischio. Sergio Chiamparino non lo dice apertamente ma è una consapevolezza ormai maturata nella testa del governatore e che lo sta guidando nelle sue ultime mosse con gli altri soci. Più passano i giorni e più il presidente della Regione non ha nessuna intenzione di fare un salto nel vuoto a soli sei mesi dalla prossima edizione: la messa in liquidazione della Fondazione, il cosiddetto spezzatino con l’assegnazione a enti diversi delle varie attività - dalla logistica al marketing, dall’ufficio stampa al rapporto con gli editori - risulta sempre più rischiosa. C’è poco tempo e le procedure rischierebbero di essere lunghe e farraginose. E poi recuperare un milione e mezzo nelle more del bilancio regionale non è impresa titanica al punto che quelle risorse sono già state stanziate.

Un emendamento all’assestamento di bilancio protocollato a Palazzo Lascaris consentirà a Chiamparino di tenere in vita la Fondazione, attingendo dalle casse di piazza Castello le risorse necessarie a rimpinguare il fondo di dotazione ed evitando, così, la liquidazione. È quanto è stato concordato dal presidente della commissione Cultura Daniele Valle e l’assessore Antonella Parigi: un modo per garantire al governatore anche la necessaria copertura politica nel momento in cui dovrà confrontarsi con gli altri soci - a partire dalle banche - e con quei soggetti che potrebbero aiutarlo finanziariamente: dalla Camera di Commercio all’Unione industriale, passando per le fondazioni bancarie.

Serve una quota una tantum per coprire il buco causato dalla svalutazione del marchio, un modo per evitare a Chiamparino di doversi far carico da solo dell’incombenza visto che da Palazzo Civico Chiara Appendino ha già fatto sapere che lei non potrà contribuire in modo sostanziale.  L’emendamento autorizza la Giunta ad impiegare le risorse, già stanziate ad inizio anno, per rinforzare il patrimonio della Fondazione qualora si riscontrassero le condizioni per questo nuovo e straordinario impegno, a partire dalla partecipazione di altri soggetti del territorio a questa operazione di messa in sicurezza.

Insomma la partita è in mano alla Regione. “La fondazione del libro deve continuare a vivere” afferma Davide Gariglio capogruppo e segretario regionale del Pd. A trovare la mediazione tecnica e politica, assieme al relatore Andrea Appiano, ci ha pensato Valle, secondo il quale “la Fondazione è un patrimonio di Torino e del Piemonte. Non si tratta di questione di nome o di formalità societaria, ma di una storia decennale e di un patrimonio culturale di successo che va garantito”.

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