PALAZZI ROMANI

Fornaro capogruppo (in compagnia)

L'esponente piemontese di LeU guida la pattuglia del Misto alla Camera, in attesa della deroga. Tra le forze maggiori qualche speranza nei ruoli di vice. La orlandiana Rossomando numero due in pectore di Palazzo Madama

In attesa di conoscere se Liberi e Uguali otterrà la deroga per costituire un gruppo autonomo alla Camera, il deputato piemontese Federico Fornaro (esponente di Mdp) è stato nominato all’unanimità presidente del gruppo Misto di Montecitorio. Alla Camera infatti il numero minimo di deputati è fissato a 20 e LeU ne ha solo 14, ma una prassi consolidata a Montecitorio consente ai gruppi con pochi eletti ma usciti dalle urne con il proprio simbolo (e non per transumanze da altre formazioni) la propri autonomia.

Per il momento Fornaro, che nella precedente legislatura sedeva a Palazzo Madama, guiderà la pattuglia di 36 colleghi. La componente più consistente è proprio quella degli ex scissionisti del Pd, seguiti dai cinque deputati ex M5s (tra cui il novarese Carlo Martelli), quattro rispettivamente di Noi con l’Italia (capitanati dall’ex ministro di Mondovì Enrico Costa) e delle minoranze linguistiche, tre di +Europa, due rispettivamente di Insieme e di Civica Popolare ed uno rispettivamente di Maie ed Usei (rappresentanti degli eletti all’estero).

A capo delle formazioni maggiori non ci sono piemontesi, al più si dovranno accontentare di qualche ruolo di vice o di segretario, com’era successo nella XVII legislatura con Stefano Lepri (numero due del Pd al Senato) e Silvia Fregolent (vice dei dem a Montecitorio). Tra i papabili per una carica di vertice ci sarebbero, secondo i rumors provenienti dalla capitale, Anna Rossomando (della minoranza Pd, in pole position per la vicepresidenza del Senato) e il veterano Lucio Malan, Forza Italia, che cerca la riconferma a questore di Palazzo Madama.

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