GIUSTIZIA

Razzismo, coperture politiche fanno aumentare i reati

Pugno di ferro della Procura di Torino contro le discriminazioni. Crescono i casi di aggressioni e minacce a sfondo etnico e religioso. Borgna: "Cattivi umori figli di un disagio che viene esasperato". Procedure più spedite per le richieste d'asilo

Un pugno di ferro contro le discriminazioni. Dalla procura di Torino arrivano nuove linee guida per affrontare i reati “motivati da ragione di odio e discriminazione etnico-religiosa” perché “negli ultimi mesi si è registrato nel territorio del circondario un sensibile aumento dei reati”, come aggressioni, minacce, ingiurie, affissioni di “volgari e intollerabili manifesti” e “scritte dello stesso contenuto vergate su immobili pubblici”, si legge nella circolare firmata dal procuratore Armando Spataro. Una sensazione confermata dal procuratore generale Francesco Saluzzo: “Vedendo quello che accade nel distretto e nel resto del territorio, mi sono impressionato per l’aumento dei casi che sono anche solo aggressioni verbali, ma hanno contenuti razziali di incitazione all’odio”, ha detto durante la presentazione delle linee guida, che verranno diffuse alle altre procure del Piemonte e della Valle d’Aosta. Poi la stoccata: “L’aumento di questi reati è impressionante anche a causa di certe sponde politiche e culturali che si stanno saldando. Sul territorio italiano - ha aggiunto il procuratore - si sta tutti: italiani e stranieri, rispettando le regole. Il cittadino straniero ha uguale diritto di essere tutelato”.

Secondo il procuratore vicario Paolo Borgna, esperto in tema di migrazioni e sicurezza urbana, “certi cattivi umori da cui nascono comportamenti di odio razziale prendono il via da disagi che vengono esasperati - ha spiegato -. I disagi reali che certi strati della popolazione vivono in certi quartieri vanno letti e vanno capiti, ma non vanno cavalcati e aizzati”.

È dei giorni scorsi il caso di un rifugiato del Darfur, in Italia dal 2011, aggredito perché “negro”, mentre a fine giugno Forza Nuova aveva affisso un manifesto a Giaveno con la scritta “Immigrati tornate a casa vostra”, scritto in varie lingue.

Per questo i fascicoli che riguarderanno minacce e aggressioni aggravate dall’odio etnico o religioso verranno trattati come prioritari e con rapidità per individuare i responsabili. “Salvo i casi da loro ritenuti meritevoli di evidente positiva valutazione - si legge ancora nel documento - tendenzialmente eviteranno di richiedere l’archiviazione per particolare tenuità del fatto”. Alle persone vittime dei reati le forze dell’ordine dovranno dare informazioni comprensibili anche grazie ai moduli fatti preparare nelle lingue straniere maggiormente diffuse”. Spataro, inoltre, ha diffuso anche disposizioni per sveltire i cosiddetti affari dell'immigrazione, fra cui le procedure per il riconoscimento o meno della protezione internazionale e di altre forme di protezione umanitaria.

La circolare interna è stata realizzata dopo un confronto interno. “Prima di emettere queste direttive ci siamo confrontati con gli aggiunti”, ha spiegato Spataro, che ha sottolineato come certi diritti e certe procedure, cioè la valutazione delle richieste di asilo, siano sancite dalle norme internazionali: “C’è il principio secondo il quale è vietato respingere il rifugiato nelle aree in cui la sua vita sia minacciata - ha aggiunto -. Non esiste il respingimento in mare e la non possibilità di vagliare la sua condizione”. Per questo, ha detto con una battuta, “se arriva un barcone ai Murazzi, nessuno può impedire alle persone di scendere”.

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