GRANDI OPERE

Scalpo di Virano e nuovo tracciato:
ecco la Tav a Cinquestelle

Cacciare il direttore di Telt e dare il benservito al commissario Foietta. Due richieste "pregiudiziali" poste dal M5s per non bloccare l'opera. Modifiche al progetto: via la stazione di Susa e il tunnel in bassa valle. La diplomazia "segreta" della Castelli

“Sulla Tav con Salvini troveremo un’intesa – dice risoluto Luigi Di Maio –. Io e Matteo ci capiamo al volo”. Una convinzione che ispira i messaggi tranquillizzanti che lo stato maggiore della Lega indirizza a quanti – dalle organizzazioni economiche, produttive e sociali alle forze politiche – esprimono una crescente preoccupazione per le sorti di un’opera appesa all’ambigua formulazione del contratto di governo. “La Tav si farà, vedrete, si farà”, garantisce Riccardo Molinari. Il segretario del Carroccio piemontese e capogruppo alla Camera ne ha parlato a lungo con il sottosegretario alle Infrastrutture e compagno di partito Edoardo Rixi, ricavandone ampie rassicurazioni. La quadra, insomma, si troverà. Anzi, le trattative per superare l’impasse e arrivare a un accordo sono più che mai in corso e l’ottimismo contrassegna entrambi i contraenti. Già, perché la posizione dei Cinquestelle è assai meno intransigente di quanto nelle dichiarazioni ufficiali vogliano lasciare intendere e l’analisi costi-benefici annunciata dal ministro Danilo Toninelli è poco più di un escamotage per prendere tempo: un gioco delle parti che serve ad alzare una cortina sulle negoziazioni e alzare il prezzo sulle contropartite da incassare.

Come la trova la quadra, Di Maio? Facendo ancora un po’ di melina, garantendo alla Lega che l’opera non si blocca e offrendo al suo elettorato (che deve far attenzione a non deludere troppo per non soccombere alle elezioni europee) qualche trofeo. È il piano segreto (ma non troppo) per cercare di salvare capra e cavoli che contempla anche rapporti “diplomatici” riservati che non verrebbero, probabilmente, ben accolti dall’ala dura del movimento. Come quello che vede protagonista la sottosegretaria del Mef, Laura Castelli. La parlamentare piemontese, in passato irriducibile No-Tav, avrebbe mostrato nei numerosi colloqui con partner di governo e persino con rappresentanti del “fronte nemico” una notevole duttilità. Incontri ben protetti da occhi e orecchie indiscrete, svolti lontani dai palazzi ufficiali, ospitati in studi professionali “amici”, una volta persino a due passi dal Vaticano. La ragazza, cui non difetta la spregiudicatezza politica, avrebbe messo sul tavolo le “condizioni” irrinunciabili per non bloccare l’opera: gli scalpi del commissario di Governo, Paolo Foietta, e del direttore generale del consorzio italo-francese Telt, Mario Virano, e una sostanziosa modifica del progetto, in particolare sul tracciato interno. “Non ho nessuna dichiarazione da fare. E con voi non parlo” è stata la risposta della Castelli allo Spiffero che intendeva raccogliere riscontri: pazienza, non è la prima né sarà l’ultima, anche a ricredersi.

Le due teste, quelle di Foietta e Virano, da far rotolare davanti alle tricoteuse grilline per accontentare le pulsioni viscerali del movimento, non sarebbero però sufficienti a giustificare il cambiamento della rotta, a far dimenticare i proclami di Toninelli, ad evitare l’accusa di tradimento dei No-Tav. Da qui la necessità di stravolgere il progetto o, almeno, dare l’impressione di aver imposto una radicale revisione (con annessi tagli dei costi). Una delle modifiche avrebbe in valle un sicuro impatto positivo sul fronte che si oppone alla Tav: si tratta della cancellazione della stazione internazionale di Susa, risparmio quantificabile in circa cento milioni. Un trofeo o, più realisticamente, un apprezzabile premio di consolazione.

La rivisitazione del progetto contemplata dal contratto di governo, che per l’ala dura e gran parte dell’elettorato grillino è sempre stata sinonimo di cancellazione della Tav, troverebbe attuazione anche in un’altra modifica: l’eliminazione del tunnel della Bassa Valle con l’utilizzo della linea storica tra Avigliana e Orbassano, dove è previsto il centro logistico. Non più una galleria sotto la collina morenica, che potrebbe vedere il passaggio di 300 treni al giorno, ma al massimo 120 transiti, e per di più tra i paesi, con tutto quel che ne conseguirebbe, in termini di disagi e di rischi. Ma per carità, piuttosto che mandare all’aria tutto quanto anche i tecnici più intransigenti potrebbero ammorbidirsi. Anche in questo caso verrebbero esibiti risparmi non certo importanti sul totale. Perché, va ricordato, la rivisitazione del progetto in chiave low cost fu già operata durante il Governo Monti che ha portato la previsione del costo della parte italiana agli attuali 1,7 miliardi, rispetto agli iniziali 3,8 in seguito al voto di una mozione di cui fu allora primo firmatario Stefano Esposito del Pd.

Il capitolo costi, cavallo di battaglia dei Cinquestelle dietro cui sistemare anche un’opposizione ideologica alla grande opera, potrebbe essere affrontato con risultati positivi alla luce di nuove possibilità. Il bilancio dell’Unione Europea 2021-2027 offre la possibilità di cofinanziamenti per le tratte nazionali di interesse europeo, nelle quali ricadrebbe ovviamente anche la Tav. Attingere dall’Ue una parte dei fondi attualmente in capo all’Italia (ovviamente in accordo con i cugini d’Oltralpe) troverebbe un ampio fronte politico e parlamentare e consentirebbe al M5s di appuntarsi sul petto una medaglia da esibire.

Nelle intenzioni di Salvini e Di Maio la “quadra” va trovata entro la fine dell’estate, comunque prima dell’iniziativa annunciata da Sergio Chiamparino: smontare la chiamata alle armi del fronte favorevole alla Tav sottrarrebbe al governatore piemontese una delle più potenti frecce di propaganda proprio alla vigilia del voto regionale. E per i Cinquestelle stemperare l’effetto di quella parte dell’elettorato trinariciuto che, sentendosi tradito sulla promessa di bloccare la Tav, potrebbe vendicarsi nelle urne.

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5 Commenti

  1. avatar-4
    22:41 Mercoledì 08 Agosto 2018 sornione corridoio est ovest Europeo

    e quale mai sarebbe la parte est del corridoio?

  2. avatar-4
    15:10 Mercoledì 08 Agosto 2018 PoveroDumas Teste

    Le teste che dovrebbero più preoccuparci sono quelle dei 5s e dei leghisti. Esemplificate da quelle dei loro capi, una vuota e annebbiata, l'altra determinata e implacabile. Apparentemente distantissime ma unite dalla voglia di potere in processi difficili da prevedere ma in ogni caso privi di qualunque base tecnico-scientifica o economica.

  3. avatar-4
    13:54 Mercoledì 08 Agosto 2018 giacomo_b ci capiamo al volo?

    si capiranno al volo ma di certi argomenti ne capiscono come la Castelli ne capisce di Euro: Di maio (ed accoliti) continuano ad indicare costi errati e riducono l'unica opera che permetterà in particolare al Piemonte (e nord italia) di reastare collegati al rrsto d'Europa. Di Maio si ricordi che non parliamo di collegamento regionale Torino Lione ma di un corridoio est ovest Europeo. Francamente prima di tagliare teste trovino qualcuno di competente come alternativa (magari che sappia cosa è una VIA SIA). Quanto a modifiche tolgano pure la stazione di Susa: perchè dare una stazione internazionale a chi non la vuole? sarebbe come i no tav che erano anche contro l'autostrada in val susa ma visto che c'è la usano per venire a torino a lavorare (un leghista si dovrebbe lamentare dei posti di lavoro tolti ai torinesi!!!).

  4. avatar-4
    13:08 Mercoledì 08 Agosto 2018 Damos Virano e Foietta CHI ?

    I due compagni erano già a capo del progetto TAV quando era Primo Ministro Cavour ed Ingegnere Medail ...Forse è ora che lascino il posto a qualcun altro un pò più aggiornato e non apertamente schierato come loro ... Se poi si possono risparmiare milioni, ben venga il nuovo tracciato ,anche se resto convinto che un bel NO sarebbe preferibile ...

  5. avatar-4
    11:09 Mercoledì 08 Agosto 2018 tandem Brutte abitudini

    Le cadute di teste non gradite politicamente sono brutte abitudini che i grillini però hanno imparato dal PD che ogni volta che ha preso il potere ha fatto collezioni di scalpi dei non graditi. Chi fa le guerre sporche si deve poi aspettare risposte ancora più sporche....

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