Fiom, sull’ex Bertone un clima da anni Cinquanta

Il sindacato metalmeccanico della Cgil replica all’aut aut della Fiat. Per Airaudo la trattativa è in crisi ma non conclusa

BRACCIO DI FERRO Fiat -sindacato

Entro la fine della settimana, si riuniranno le Rsu della ex Bertone (a maggioranza Fiom) e successivamente sarà convocata l’assemblea dei lavoratori. L’annuncio arriva dal quartier generale del sindacato metalmeccanico torinese della Cgil, dove all’indomani della rottura delle trattative tra Fiat e rappresentanze dei lavoratori sullo stabilimento di Grugliasco, Giorgio Airaudo, responsabile nazionale auto e Federico Bellono, segretario provinciale prendono posizione: «Consideriamo il negoziato in crisi ma non cessato, si deciderà con i lavoratori come intervenire per riaprire il confronto». Secondo i due dirigenti lo stop alla trattativa tra il gruppo del Lingotto e i sindacati sul piano di rilancio della ex Bertone, riporta «ad un clima anni ’50 quando si diceva ai lavoratori “se ti iscrivi alla Fiom perdi il lavoro”».

 

«Sono certo che non appartenga alla Fiat l’idea di rappresaglia - ha detto Airaudo nel corso di una conferenza stampa - ma sono stupito quando qualche sindacalista ripropone argomenti da anni Cinquanta». Il sindacalista ha poi ribadito che la Fiom non ci sta «all’idea che si dica ai lavoratori “dipende da voi”». E ha poi aggiunto: «mi auguro che tutto il sindacato metalmeccanico torinese la smetta di nascondersi dietro questa bufala».

Airaudo e Bellono auspicano che «il negoziato prosegua. Pensiamo che debba prevalere il buon senso e la volontà di trovare un’intesa anche da parte di Fiat e non gli estremismi che ogni tanto sembrano apparire anche nell’azienda. Infine la stoccata verso il Lingotto: «E’ la Fiat che deve confermare gli investimenti. I lavoratori sono a disposizione del lavoro, non tocca a loro decidere l’investimento».

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