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TATTICISMI

Renziani in contropiede, Ok a Sergio

L’area ex popolare che fa riferimento al Rottamatore corre ai ripari e dopo aver rifiutato di firmare l’appello pro Chiamparino annuncia: “A noi piace”. Gariglio e Lepri imputano la mancata adesione ai personalismi dei promotori. Ma qualcosa non torna

“A noi Sergio Chiamparino piace”. Parola dei renziani, almeno di quelli, in gran parte ex popolari, che hanno rifiutato di firmare l’appello sottoscritto da oltre 170 esponenti del Pd in cui si chiede al partito di sollecitare l’ex sindaco di Torino a scendere in campo in vista dell’imminente competizione regionale. Presi in contropiede dall’iniziativa promossa da Stefano Esposito, Pino Catizone e Andrea Giorgis, cinque esponenti della seconda e terza ora renziana tornano sui loro (recenti) passi, professando il loro incondizionato appoggio a Chiamparino: «Abbiamo lavorato con lui quando era sindaco,  lo abbiamo votato come candidato presidente della Repubblica, lo volevamo nel 2010 come presidente della Regione», scrivono in una nota diramata in tarda serata Davide Gariglio, Stefano Lepri, Silvia Fregolent, Francesca Bonomo e Paola Bragantini. E allora perché non hanno firmato la lettera aperta? Per non dare spago ai personalismi, rispondono. Con un’aggravante, ai loro occhi: tra quanti oggi sostengono la candidatura di Chiamparino c’è chi ieri, nel 2010, l’ha “boicottato”, «preferendo accordarsi con la Bresso». Chi? Forse la Bragantini, il cui moroso - quell'Andrea Stara del tosaerba - si è candidato alle Regionali sotto le insegne di “Insieme per Bresso”? Magari era un infiltrato.

 

Gariglio in un colloquio informale con lo Spiffero ricostruisce una cena nella sua abitazione, il cui piatto forte era la minestra di zucca (ed è già tutto dire), in cui venne chiesto all’allora inquilino di Palazzo Civico di contribuire a disarcionare la zarina, mettendosi lui alla testa della coalizione. Cosa che, per stessa ammissione dell’ex presidente di Palazzo Lascaris, non venne messa in pratica per il disimpegno di Chiamparino. E se Gariglio smentisce categoricamente di aver siglato un patto con Piero Fassino che prevedrebbe la candidatura in Regione di Francesco Profumo in cambio della sua designazione alla segreteria regionale del partito (e poi capo delegazione e assessore ai Trasporti di una futuribile giunta), dall’entourage del sindaco trapelano indiscrezioni su incontri – un paio almeno – in cui la partita è stata esaminata “fin nei più minimi dettagli”.

 

Una cosa è una autentica “tavanata” nel comunicato emesso dai cinque: il presunto imbarazzo di Chiamparino per l’iniziativa odierna. Che fa il paio con l’invocazione al rispetto delle liturgie di partito che sarebbero state violate. «Si è dirigenti di partito se si facilitano le scelte dentro i suoi organi, senza inutili fughe in avanti», sostengono i fans del sindaco fiorentino, meritandosi questa volta a ragione l’ironia di Esposito: «Ma come, noi abbiamo messo in pratica l’indicazione di Renzi, iniziando a rottamare le correnti».        

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1 Commenti

  1. avatar-4
    16:56 Sabato 30 Novembre 2013 mork mappe mentali

    politici/consiglieri/sindaci/deputati/banchieri/segretari: per capire si devono usare mappe mentali e planimetrie. Mork

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