Povera Torino, nascosta dallo spatuss c’è una città che tira la cinghia

Dopo l’Istat anche una ricerca delle Acli fotografa la realtà di chi fatica a tirare avanti. Sotto la Mole il 53% non riesce più a mettere da parte nulla e oltre il 75% fa acquisti negli hard discount

Sempre più famiglie “normali” manifestano la difficoltà di andare avanti, anche con due stipendi, e di non riuscire a risparmiare nulla. È quanto emerge dall'indagine su 400 famiglie del torinese svolta dall’Acli Torino. Gli intervistati hanno tra i 30 e i 45 anni: il 65% è un lavoratore dipendente e oltre il 70% ha una casa di proprietà ma il 53% ammette di non riuscire a risparmiare nulla, quasi il 75% di acquistare prodotti a basso costo e di fare economia su vacanze e tempo libero.

 

«La povertà è entrata in casa delle giovani famiglie che sono sempre più dipendenti dal supporto dei genitori», spiega, lanciando l’allarme, Stefano Tassinari responsabile nazionale Acli. Le più colpite sono le donne «spesso costrette a scegliere tra la famiglia e il lavoro» aggiunge l’esponente aclista evidenziando la difficoltà di conciliazione tra vita professionale e la cura dei figli emersa dall’indagine. «Chiederemo alla nuova giunta comunale di aprire dei tavoli di confronto su questo tema e sul problema del lavoro»: ha detto Roberto Santoro, presidente Acli Torino.

print_icon