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VERSO IL VOTO

Sergio punta sul brand Chiamparino

Il nome del candidato presidente nel simbolo di tutte le liste, “poche ma buone”. Il suo staff è praticamente la riedizione, invecchiata, del comitato elettorale delle passate campagne comunali. Accordo con i Moderati: gruppo unico con il Monviso

Nelle stesse ore in cui il Partito democratico nazionale valuta se inserire il nome di Matteo Renzi nel simbolo per le Europee (il premier, però, respinge questa possibilità), in Piemonte è già stato deciso che alle Regionali nel logo di tutte le liste campeggerà Sergio Chiamparino. Secondo molti, a iniziare dal titolare, è un brand di successo, una griffe in grado di attrarre elettori borderline e, addirittura, delusi e pentiti del fronte avverso. Ma questa non è l’unica direttiva di marketing impartita dall’entourage del candidato che, giusto per non avventurarsi in imprese azzardate, ha praticamente rimesso insieme il team che l’ha accompagnato nelle precedenti campagne elettorali: dal fido staffiere Carlo Bongiovanni al creativo Valerio Saffirio, dall’addetto stampa Riccardo Caldara (supportato all’esterno da Vera Schiavazzi) al fundraiser Franco Romanin. E a capo del comitato ci piazzerà l’ex sindacalista Bruno Manghi. Praticamente mancano solo Anna Martina e Tom Dealessandri per girare un remake di quanto già visto a Palazzo Civico. Ma, si sa, squadra che vince non si cambia.

 

Dagli incontri informali dei vari esponenti politici con l’ex sindaco è emersa un’altra indicazione legata alle liste che lo sosterranno nella coalizione di centrosinistra: Chiamparino vorrebbe evitare il sovrapporsi di tante formazioni deboli, meglio essere pochi ma buoni. No secco a liste civetta o partiti finiti nel vortice delle firme false; nella testa del presidente in pectore, a oggi, la squadra sarebbe formata solo da Pd, Moderati, Sel e naturalmente la cosiddetta lista del Monviso, la sua. Tutti gli altri sarebbe meglio trovassero ospitalità in una di queste, dall’Italia dei Valori a Scelta Civica, passando per Psi e Centro Democratico, che tanto difficilmente raggiungerebbero il quorum. Tutti accetteranno di buon grado il diktat del capo? Si vedrà. Intanto, proprio per semplificare ulteriormente il quadro politico, nell’ultimo incontro al bar Fiorio di via Po, Chiamparino avrebbe stretto l’accordo con il leader dei Moderati Giacomo Portas per la costituzione di un unico gruppo a Palazzo Lascaris tra gli eletti della lista Monviso e quella del deputato ex Forza Italia. Nella stessa occasione Chiamparino avrebbe anche confermato a Portas di essere intenzionato a seguire il suo esempio e di rinunciare al rimborso elettorale.

Bruciando sul tempo tutti gli alleati, Portas è a un passo dal chiudere la lista: confermata la capolistatura da Nobel con la consigliera comunale di Torino Piera Levi Montalcini. Sempre dalla Sala Rossa è in corsa l’attuale presidente Giovanni Maria Ferraris, che ha già tappezzato mezza Torino di manifesti con il suo faccione, infine torna in pista un fedelissimo della formazione centrista come Rocco Lospinuso, che a Palazzo Civico venne eletto nella passata amministrazione (ed è recentemente rientrato dopo le dimissioni di Gabriele Moretti). Il super favorito è però l’ex socialista Luigi Sergio Ricca, negli anni Novanta presidente della Provincia di Torino, già consigliere e assessore regionale e attuale sindaco di Bollengo, nel Canavese, uno che nelle ultime regionali, con la lista del Psi prese 4.376 preferenze. Portas strappa al Pd l’ex parlamentare Giorgio Merlo e il sindaco di Vinovo Maria Teresa Mairo. Da Grugliasco c’è Paolo Musarò, il figlio dell’attuale vicesindaco Luigi, da Nichelino il consigliere provinciale Carmine Velardo, che punta al grande salto da Palazzo Cisterna a via Alfieri. Da Rivoli arriva l’assessore al Bilancio Paolo Chiavarino (si candidò già quattro anni orsono dopo un decennio trascorso in Sala Rossa), da San Gillio il sindaco Stefano Cavallero, mentre dal mondo delle professioni l’avvocato torinese Renato Rolla. E per la famiglia Tedesco-Tealdi torna in pista l'ex consigliere comunale di Forza Italia, il commercialista Luigi Tealdi, marito dell'attuale assessore Giuliana Tedesco.

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6 Commenti

  1. avatar-4
    11:40 Domenica 23 Marzo 2014 carlopede Portas ha paura della lista Monviso... Ottimo! Gli elettori scelgano che csx vogliono.

    Un gruppo unico?! ahahahahah certo, come no. E' ormai chiaro che Portas teme molto la lista civica "Monviso"... Buon segno! Gli elettori avranno la possibilità di scegliere che tipo di centrosinistra preferiscono, avendo un'alternativa valida ai Moderati e al PD.

  2. avatar-4
    10:49 Domenica 23 Marzo 2014 alex80ts un buon brand, da 2 miliardi di debito a torno, complimenti chiamaprino

    un buon brand, da 2 miliardi di debito a torino, complimenti chiamparino

  3. avatar-4
    19:23 Sabato 22 Marzo 2014 ripa A titolo personale

    Nello scorrere il rassemblement di Chiamparino ed i suoi compagni di avventura, emerge un dato inequivocabile: la rottamazione di Renzi. O no?

  4. avatar-4
    15:46 Sabato 22 Marzo 2014 Punto a capo Nel passato?

    Se vogliamo restare sul piano della giocosa ironia possiamo anche dire che tutto sommato un certo passato non é stato poi così male. È stato certamente migliore del passato recente e del tristissimo presente.

  5. avatar-4
    14:13 Sabato 22 Marzo 2014 ordalia2013 TROVATENE UN ALTRO

    Tutti bravi a criticare ma a proporre?

  6. avatar-4
    09:49 Sabato 22 Marzo 2014 nelbeneenelmale Il nonno è pronto!

    a riportare il Piemonte nel passato.

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