“Quasi quasi mi raddoppio lo stipendio”

A San Mauro la giunta Dallolio ha varato l’aumento di tutti gli emolumenti. Per il sindaco “non cambia nulla”, ma nella cittadina della cintura torinese monta la polemica

RICCHI... D'ANIMO Dallolio e l'ass. Borgogno

“Prima cosa, mi raddoppio lo stipendio”. Dev’essere stata la pensata del neo sindaco Ugo Dallolio (Pd), dopo aver strappato San Mauro al centrodestra. Il provvedimento è già diventato esecutivo, attraverso una delibera di giunta votata all’unanimità. L’emolumento del primo cittadino passa da 1395 euro lordi al mese a 2790: esattamente il doppio. Il vice sindaco continua a percepire 1395 euro, mentre assessori e presidente del Consiglio comunale passano da 1044 a 1372,50. La delibera è la numero 105 ed è stata approvata all’unanimità.

 

Un scelta alquanto impopolare, soprattutto in tempi di crisi nei quali amministratori e governanti sono costretti a tirare la cinghia, ma il primo cittadino sanmaurese ha una spiegazione: «Secondo la legge, l’amministratore che svolga un lavoro dipendente, vede il suo stipendio dimezzarsi automaticamente. Il mio predecessore (Giacomo Coggiola, ndr), in quanto lavoratore autonomo, percepiva 1395 euro al mese lordi, per me sarebbero diventati meno di 700». Di qui la scelta di raddoppiare la propria indennità: perché in seguito al dimezzamento previsto per legge, otterrà la stessa cifra mensile di chi lo ha preceduto. Ma se il legislatore ha previsto di dimezzare l’obolo a chi esercita un impiego da dipendente ci sarà un motivo? Probabilmente perché, a differenza dell’autonomo, il suo tempo dedicato alla cosa pubblica non provoca una diminuzione delle entrate. Dal momento che percepisce uno stipendio fisso, infatti, il dipendente non vede in nessun modo intaccato il proprio patrimonio, al contrario di un libero professionista che spesso guadagna in base a quanto lavora.

 

Dallolio aggiunge: «Questo provvedimento non provoca un aumento delle spese per il Comune, che anzi diminuiranno di circa 12 mila euro l’anno, proprio perché molti miei assessori svolgono lavoro dipendente e costeranno alle nostre casse meno di 700 euro al mese lordi, rispetto agli oltre 1000 che percepivano gran parte degli assessori della precedente amministrazione». 

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