PARTITI & TORNATI

Scelta Civica aspetta e spera. In Renzi

La prospettiva di una confluenza nel "partito di Matteo", delineata da Della Vedova, gela il sangue dei montiani piemontesi. Nessun figliol prodigo bussa alla porta del Pd che non esulta all'idea di ritrovarsi nuovamente in casa Susta e Rabino

Dopo mesi di agonia, fallaci segnali di ripresa, per Scelta Civica arriva lo stop all’accanimento terapeutico da parte del sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova che in un’intervista a Repubblica afferma impietoso: “Sarebbe velleitario tentare di rilanciare Scelta Civica” che va considerata come “un soggetto politico che inizia e finisce con questa legislatura”. Un De profundis , quello dell’ex radicale poi finiano e quindi montiano della prima ora, che se scuote da un torpore semicomatoso la creatura (poi abbandonata)  di Mario Monti, provoca una serie di fibrillazioni un po’ ovunque. Piemonte compreso. Anzi. Proprio qui l’esortazione che lo stesso Della Vedova fa affinché abbandonato il relitto si salga sul bastimento di Matteo Renzi non può che provocare una serie di reazioni dentro e fuori il partito nato con grandi ambizioni e naufragato urna dopo urna come rimarca lo stesso Della Vedova “non riuscendo a trasformare quel 10% in opzione politica. E se non ci siamo riusciti, non ci riusciremo certo adesso”.

 

Quindi? Che fine faranno gli uomini che dalla terra allobroga sono finiti a Roma sull’onda corta del loden? Davvero è quel “partito di Matteo”, come lo definisce il sottosegretario per differenziarlo dal Pd di Bersani cui Scelta Civica aveva sognato di erodere voti nella parte meno sinistra, il futuro degli attuali esponenti di Sc? O meglio, per alcuni di essi, visto che una parte del microcosmo post-montiano, quella più liberale e conservatrice rappresentata per esempio dall’imprenditore Paolo Vitelli pare sempre più destinata a tornare nel suo habitat politico naturale, magari nell’Ncd per rimanere forza di governo e non finire nel marasma berlusconiano.

 

Se diaspora sarà, com’è probabile, il nodo più complicato sembra riguardare quei soggetti che al momento della famosa “salita in politica” del Professore lasciarono proprio il Pd per aderire al nuovo partito che ambiva a successi elettorali rimasti nel mondo dei sogni. È il caso di Gianluca Susta, origini democristiane, percorso nella Margherita, quindi nel Pd, vicepresidente della Regione per poco più di un anno nella giunta Bresso, poi europarlamentare, nel 2011 decide di non rinnovare la tessera del Pd e in un soffio arriva in Senato con Scelta Civica. Pronto a condividere il pensiero di  Della Vedova e incamminarsi verso un rientro all’ovile? “Condivido le considerazioni di Della Vedova, ma una precisazione sul Pd va fatta – spiega Susta -. 

Scelta Civica così com’è, come partito, ha esaurito la sua funzione. Il suo risultato ha impedito la rimonta di Berlusconi e la vittoria del Pd di Bersani ma non ha saputo diventare partito. Adesso, senza leader, è tardi”. Per l’ex capogruppo montiano va “però salvato il suo patrimonio riformatore, europeista e antistatalista”. Ma la prospettiva di un “rientro in questo Pd non serve. Se Renzi cambierà radicalmente il partito se ne parlerà”. Questo sarà il tema al centro del congresso che “se ha un senso” deve servire “a unire in un nuovo movimento tutti coloro che credono in un riformismo in grado di tenere insieme le ragioni della libertà e della solidarietà”. La prospettiva di un rientro a caso è al centro di riflessione anche in via Masserano. Il possibile scisma con conseguenti, non escludibili tentativi di riavvicinamento, è ciò di cui farebbero a meno volentieri in molti all’interno del Pd, dove già i problemi e i motivi di spaccature e tensioni non mancano. Se poi si immagina che chi ha annusato il profumo degli scranni parlamentari dovrà fare i conti con una legge elettorale che di fatto ridurrà solo alla Camera i posti ambiti, la conclusione è fin troppo semplice da trarre. Immaginare un Davide Gariglio pronto ad accogliere a braccia aperte qualche figliol prodigo, è davvero troppo.

 

Sulla carta tra quelli che potrebbero rientrare, visti i trascorsi, c’è anche Mariano Rabino. Ma il parlamentare braidese esclude categoricamente l’eventualità di una rimpatriata in quel Pd che lo aveva visto addirittura vicesegretario regionale. “Scelta Civica c’è, esiste e continuerà ad esistere” dice in aperto contrasto con quanto affermato da Benedetto Della Vedova che, per Rabino “parla a titolo personale, esprime una sua opinione che io non condivido assolutamente”. Insomma, nessun probabile ritorno anche se il Pd è un po’ meno il Pd di prima e un po’ più partito di Matteo. “Abbiamo un nostro progetto e andiamo avanti” ribadisce Rabino che non vede la fine nel futuro di quel che resta del partito di Monti, anche dopo l’abbandono dei popolari.

 

Le elezioni non sono vicine, è questo è già un fatto che tranquillizza coloro che sono riusciti ad andare a Roma quando Sc aveva il vento in poppa . Ma quando si tratterà di tornare alle urne, di contare i voti e soprattutto di prenderli? Qualcuno, piuttosto che migrare in altri partiti, ci starà a rimanere a casa? “Una signora mi ha chiesto perché quando vado a Roma non voglio tornare a casa – raccontò in un famoso fuorionda lo stesso Rabino - gli ho detto così: non sono i privilegi sono la gnocca e il tempo”. Nella stessa conversazione carpita, il deputato precisò che “in cinque anni a Torino in Consiglio Regionale non ho visto la gnocca che ho visto qui a Roma in sei mesi”. Restare a casa? Eddai.

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5 Commenti

  1. avatar-4
    10:55 Martedì 06 Gennaio 2015 ripa Clochard

    Clochard della politica. Null'altro che tali. E chiedo scusa ai clochard.

  2. avatar-4
    23:59 Lunedì 05 Gennaio 2015 lancillotto epifania 2015

    nella calza della befana c'è il flop di scelta civica

  3. avatar-4
    20:43 Lunedì 05 Gennaio 2015 Bandito Libero ma questi hanno l'elastico......

    vanno e vengono così come se fosse niente....e sono comunque sempre totalmente inutili, ovunque si pongano... :-)

  4. avatar-4
    17:25 Domenica 04 Gennaio 2015 l'osservatore la dura verità

    inutili e dannosi per la nazione quand'anche che se ne è accorto persino il P.D..C'è un solo motivo per il quale Renzi potrebbe imbarcare una compagine di voltagabbana avvezzi alle pessime figure, senza voti che come vessillo hanno la Fornero e Monti, ed è quello di volere perdere le prossime politiche -

  5. avatar-4
    13:53 Domenica 04 Gennaio 2015 apota ..oddio si è volatilizzata la cadrega!

    ..qualcuno, anzichè proseguire ad ammirare "la tanta figa che c'è a Roma!", dovrà finalmente cercarsi un lavoro .....seriamente!

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