(S)VISTO, SI STAMPI

I furbetti del quartierino stanno in piedi

Dieci avvisi di garanzia per la Rimborsopoli della Circoscrizione V di Torino. I politici incassavano i gettoni per riunioni "fantasma". Tra gli indagati l'ex presidente Bragantini, ora deputata, e il suo successore Florio. Ma il nodo è il Pd, dice La Spina

“Tempi difficili per Chiamparino”, scrive Luigi La Spina che nel suo fondo in Cronaca della Stampa elenca i “tre fronti” in cui il governatore è sulla graticola: le accuse di Soria, la vicenda delle presunte firme false, le grane sul grattacielo. Il vero nodo è il “partito”, ovvero il Pd, che “non può scaricare facilmente la colpa solo su funzionari maldestri o truffaldini”. Ma l’inclito editorialista non ha potuto aggiungere un quarto fronte, quello relativo alla Rimborsopoli nei parlamentini di quartiere, perché sono altri i giornali a darne notizia: Repubblica, Cronacaqui e Giornale del Piemonte. Un’inchiesta di cui si erano perse le tracce al punto che alcuni temevano e molti altri auspicavano il “porto delle nebbie”. Invece, la bufera si abbattuta sulla Circoscrizione V: 10 avvisi di garanzia a presidente e consiglieri con l’accusa di truffa aggravata per essersi attribuiti tra il 2012 e il 2013 gettoni di presenza per riunioni di giunta “fantasma”. Indagati “eccellenti” sono Paola Bragantini, attuale parlamentare che ha presieduto l’ente fino al 2013, e il suo successore, Rocco Florio, già sotto indagine per le autenticazioni elettorali.  Racconta Federica Cravero su Repubblica: «Le chiamavano “giunte sedute” e “giunte in piedi”, per distinguere gli incontri che realmente si tenevano da quelli “fantasma”, buoni solo per prendere il gettone di presenza, senza in effetti riunirsi. Si prospetta il coinvolgimento pure di alcuni datori di lavoro, consenzienti con il sistema truffaldini: “Nella vicenda il Comune di Torino, che elargiva i compensi, è due volte parte lesa visto che in occasione delle riunioni i consiglieri godevano per l’intera giornata di un permesso retribuito dal lavoro ed era la pubblica amministrazione a compensare il datore di lavoro privato per la paga corrisposta”. Il sospetto è che durante le “giunte in piedi” il lavoratore restasse regolarmente al suo posto e quindi il suo datore usufruisse in maniera illecita del compenso.

 

FUFFAS – La Stampa ha accompagnato l’archistar Massimiliano Fuksas nella visita al cantiere del grattacielo della Regione, finito in due inchieste: della Corte dei Conti e della Procura. «Vede? Hanno cambiato non solo l’esterno ma anche le finiture interne. Chi ha deciso queste modifiche, e perché? Dove sono finiti i soldi risparmiati, visto che si tratta di soluzioni a basso costo?». Chiede spiegazioni, senza ottenerle.  “La buona notizia – riferisce Alessandro Mondo -  è che il «papà» della torre e Sergio Chiamparino, dopo qualche battibecco a mezzo stampa, hanno deciso di vedersi a quattr’occhi; comune, pare, la volontà di trovare la quadra, chiudendo contenziosi ormai stagionati. La visita al cantiere segna la volontà di Fuksas di riprendere le redini della situazione. «Per salvare il salvabile», dice al cronista una volta sbollita la rabbia”. Partita chiusa?

 

FUORI BINARIO – Sarà trasferito in una sede “non richiesta” Luca Rinaldi, il soprintendente protagonista della polemica sul vagone dei deportati di piazza Castello. Per Emanuela Minucci della Stampa la notizia sarà ufficializzata solo oggi ma la decisione sarebbe stata presa: “verrà trasferito da Torino «in un luogo diverso dalle destinazioni da lui richieste» che erano Torino, in primis, e poi Milano. Il suo spostamento è stato deciso ieri sera a Roma e fonti molto vicine al ministero lasciano capire che la decisione discende direttamente dal caso del vagone della Shoah posizionato in piazza Castello. Rinaldi l’aveva definito un baraccone e ne aveva chiesto lo spostamento dopo due settimane, suscitando lo sdegno dell’opinione pubblica, a partire naturalmente da quello della comunità ebraica che si era sentita direttamente colpita”. Al suo posto dovrebbe arrivare Maria Luisa Papotti che ora è soprintendente a Genova.

 

SAPER FARE - Il Sole 24 si sofferma sulla realtà Gm sotto la Mole e ri-scopre la mai sopita vocazione manifatturiera e l'alto grado di competenza del settore automovite subalpino. L'occasione è la visita di Matteo Renzi, ma il reportage è davvero significativo. «Presidente Renzi, in Italia è presente più di una casa automobilistica….». Il presidente di Opel, Karl Thomas Neumann chiude con una battuta i suoi onori di casa al premier, ieri ospite del Centro di ingegneria e sviluppo di General Motors Powertrain di Torino. Renzi è in arrivo (in ritardo di mezz'ora sulla tabella di marcia) da Mirafiori, ma in fondo il premier riserva un trattamento da par condicio che ai dipendenti di Gm suona come il loro definitivo riconoscimento, proprio a 10 anni dal divorzio da Fiat e dalla scelta di rimanere a Torino per fare ricerca sui motori diesel. Una scommessa, allora. Una realtà, oggi: i 60 tecnici del 2005 sono diventati 650, l’età media è di 35 anni e l’81% ha una laurea in tasca. Nella maggior parte dei casi conseguita al di là della strada, cioè al Politecnico di Torino: perché è qui, nel campus sorto sulle ceneri delle officine ferroviarie, che dal 2008 ha preso casa il centro ricerche su cui Gm ha investito 60 milioni e che restituisce all’indotto 180 milioni l’anno, secondo le cifre snocciolate dall’ad, Pierpaolo Antonioli, a Matteo Renzi. «Il nostro centro di ricerca – sottolinea ancora Antonioli – ha la responsabilità globale per il gruppo Gm sui motori diesel e le centraline elettriche», non a caso è allo stesso livello d’importanza di due siti storici, quello americano di Pontiac e quello di Ruesselsheim, in Germania. «Siamo un centro globale, assumiamo 50 persone l’anno, fabbrichiamo cervelli e attraiamo capitali», scandisce l’ad: «Questo è il nostro dna, che potevamo costruire solo qui a Torino». Parole che possono suonare scontate finché dette da un italiano, ma il presidente di Opel, Neumann, riprende e sottoscrive: «Da subito siamo rimasti favorevolmente colpiti dal livello di qualità e competenza delle nostre persone qui a Torino e in Italia. E questo naturalmente ha resto molto più facile la nostra decisione di investire nei quattro nuovi banchi di prova e di assumere altri ingegneri per i progetti di sviluppo dei nuovi motori».

print_icon

7 Commenti

  1. avatar-4
    23:45 Giovedì 19 Febbraio 2015 gastone PAURA DI METODI DITTATORIALI

    Rinaldi volevano farlo fuori da tempo: troppo preparato e troppo onesto per piegarsi agli orrendi progetti del Comune, hanno trovato il pretesto: il vagone della memoria, lui aveva solo espresso il parere di tenere il vagone per 15 giorni davanti al gioiello barocco di Palazzo Madama e poi spostarlo SEMPRE SULLA PIAZZA CASTELLO BEN IN VISTA ma appena di fianco. La cosa orrenda è che, per far fuori Rinaldi il Comune e i media torinesi (evidentemente d'accordo), hanno cavalcato la tragedia di milioni di ebrei. Quando per screditare e distruggere un galantuomo si arriva a fare questo mi assale una grande paura

  2. avatar-4
    10:13 Giovedì 19 Febbraio 2015 lancillotto La politica autoreferenziale

    Forse in quelle riunioni di giunta hanno preso in esame le segnalazioni e richieste di intervento di manutenzione ordinaria dei marciapiedi e dei giardini? Vivaddio c'è sempre un patto di stabilità in agguato che impone l'aumento delle gabelle e il taglio della spesa.

  3. avatar-4
    09:59 Giovedì 19 Febbraio 2015 bombaci COPPIE

    Per usque tandem. Dio li fa e poi li accoppia...e che accoppiata...

  4. avatar-4
    09:26 Giovedì 19 Febbraio 2015 donnasana Stara?

    Usque tandem: certo che è lui! E in più nonostante sia in giudizio per perculato, truffa e finanziamento illecito è pure nella direzione del pd. scommettiamo che ora si butterà nelle segreterie dei circoli...?

  5. avatar-4
    08:29 Giovedì 19 Febbraio 2015 usque tandem belle famiglie italiane

    Ma il marito, consigliere regionale (lista Bresso), della bragantini, non è quello del falciaerba?

  6. avatar-4
    08:15 Giovedì 19 Febbraio 2015 usque tandem speriamo

    Speriamo solo che per "salvare il salvabile" Fuffas non emetta un altra parcella. ...

  7. avatar-4
    08:11 Giovedì 19 Febbraio 2015 ordalia2013 SE E' VERO…..

    Le dimissioni dagli incarichi politici sono graditi.

Inserisci un commento