Una sinecura per il funzionario Pd

Anche Benedino ha ottenuto l'agognata consulenza da Palazzo Civico. Si occuperà di politiche di genere alla modica cifra di 4.950 euro mensili, nonostante le casse del Comune siano ormai allo stremo

SE MAGNA Andrea Benedino

Dopo tanto patire, finalmente Andrea Benedino ha un lavoro. Seppur precario. Ragazzo dalla professione incerta e dal curriculum universitario ancora incompleto, ha trovato impiego per un mese presso il settore Pari Opportunità del Comune di Torino, agli ordini dell’assessora Mariacristina Spinosa (Idv), in qualità di consulente per le politiche di genere, alla non proprio modica cifra di 4.950 euro (cui bisogna detrarre le ritenute d’acconto). Per un mese: una sorta di periodo di prova, peraltro ben retribuito. La determina è stata firmata direttamente dal vice direttore generale di Palazzo Civico Giuseppe Ferrari e lui ha già iniziato a offrire i propri servigi dal 12 settembre. Il progetto prevede tre step: tra un mese verrà ridiscusso il contratto sulla base dei risultati raggiunti ed eventualmente procrastinato. Un atto del tutto legittimo dal punto di vista formale, anche se pare che la Commissione controllo di gestione abbia già chiesto dei chiarimenti.

 

Secondo la versione ufficiale, l’amministrazione pubblica ha deciso di ricorrere a una professionalità esterna perché non aveva al proprio interno un esperto di diritti civili e che padroneggiasse i termini del Trattato di Lisbona. Una professionalità in larga parte basata sull'orientamento sessuale del Benedino, gay dichiarato e portavoce di associazioni e coordinamenti glt. Secondo la versione ufficiosa, il Pd ha trovato il modo di scaricare sul groppone della collettività, sulle dissestate casse di Palazzo Civico un suo funzionario.

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