Acqua Santanna

Carmen ha cambiato canale

“Mollo tutto e fuggo su un’isola tropicale”. Alzi la mano chi non l’ha pensato almeno una volta nella vita. Ma lei l’ha messo in pratica. Per 14 anni, Carmen Vurchio è uno dei volti noti del telegiornalismo piemontese e le sue giornate trascorrono frenetiche all’emittente locale Videogruppo, tra un’intervista e un talk show. Nel 2011, la svolta: da anchorwoman a “ragazza con la valigia”, cambia vita e si trasferisce a Sal, arcipelago di Cabo Verde.

 

Cosa spinge a pronunciare la fatidica frase “mollo tutto” (e a metterlo in pratica)?

«Credo sia una scelta soggettiva. Nel mio caso, ho semplicemente deciso di mollare tutto e ricominciare daccapo per ritrovare la vitalità perduta». A farla fermare a riflettere, ci racconta, è stata soprattutto la sfiducia nel futuro, dettata dalla crisi. «Quello che una volta tutti definivano il Bel Paese è ridotto in mutande, per colpa della politica nazionale ed europea, che rema contro imprese, lavoratori e cittadini. E’ riuscita a demolire anche il mio settore, quello televisivo, costringendolo al passaggio al digitale terrestre, decantato come la soluzione di tutti i mali e rivelatosi, in tempi brevi, un cancro incurabile. Il lavoro non era più quello di un tempo, l’entusiasmo era ormai sotto i piedi, le speranze in un futuro migliore assenti. Avrei potuto resistere, invece...ho preferito gettare in un cestino un contratto a tempo indeterminato da coordinatore di redazione e prendere un volo per l’Ilha do Sal-Cabo Verde».

 

E il giornalismo?

«Resta la mia grande passione. Collaboro con un sito d’informazione e ho scritto un libro sulla mia storia (“Fuga dall’Italia – destinazione Cabo Verde”, Daniela Piazza Editore).

 

Come si svolgeva una tua giornata tipo qualche anno fa e come si svolge invece oggi?

«In Italia conducevo trasmissioni politiche. In studio si alternavano onorevoli, senatori, sottosegretari, ministri. Gli argomenti di dibattito erano i più disparati ma negli ultimi tempi non si faceva che parlare di crisi. Le mie giornate volavano via veloci. Avevo sempre mille cose da fare. La tv è movimento, non si sta mai fermi, neanche durante la pubblicità. Oggi, a Cabo Verde, vado al rallentatore e cerco di far mio lo slogan locale: No Stress».

 

Cosa hai imparato da questa esperienza?

«Anzitutto che non si vive di solo lavoro. Se avessi avuto una famiglia, avrei stresso i denti anch’io, senza alcun dubbio. Ho potuto scegliere perché non avevo un marito, non avevo figli, non avevo paura di rimettermi in gioco».

 

Ti manca mai la tua “vecchia vita”?

«Quando torno in Italia per salutare i miei genitori e qualche collega m’intervista, penso al passato e alle tante soddisfazioni. Purtroppo però, e questo me lo raccontano in tanti, le condizioni lavorative non sono più quelle di un tempo: tagli occupazionali, cassa integrazione, contratti da fame. Mi ritengo fortunata perché ho vissuto i momenti migliori: oggi l’insoddisfazione regna sovrana. Anche per questo, non ho rimpianti».

 

Cosa pensi dell’Italia guardandola “da lontano”?

«Il più bel paese del mondo, governato male dai soliti noti. Sal può puntare solo su oceano, spiaggia e caldo tutto l’anno. Investe nel turismo e porta a casa il risultato. E allora perché l’Italia, che ha risorse incalcolabili, non riesce a rialzarsi? Certo, continuo a voler bene al mio paese. Non amo chi l’ha rovinato, costringendo “cervelli e cervellini” a fuggire, e spingendo anche gente semplice come me, che non ha nulla in più degli altri, a fare la valigia e a cercare di ricostruirsi una vita altrove».

 

Qual era il tuo sogno qualche anno fa?

«Arrivare alla pensione per poi ritirarmi in un posto caldo e vivere all’insegna del relax. Dato che la pensione è ormai un’utopia, ho deciso di anticipare i tempi. E l’ho realizzato».

 

Sono tanti gli italiani a Capo Verde che, come te, hanno deciso di cambiare vita?

«Sono sempre di più, complice la mancanza di lavoro nel nostro paese. C’è chi ha aperto bar, ristoranti, negozi d’abbigliamento, agenzie immobiliari, c’è chi fa l’amministratore, chi affitta appartamenti, chi gestisce centri estetici, chi organizza escursioni. Si lavora col turismo. Credo che nessuno sia qui per arricchirsi, il posto non lo permette. Chi sceglie Sal lo fa perché l’isola offre una buona qualità della vita. Una vita No Stress».

print_icon

0 Commenti

Inserisci un commento