La Fiom ipoteca i vendoliani torinesi

A novembre si celebrano i congressi di Sel. Tre le mozioni, una smaccatamente No Tav fatta propria da Curto e Cerutti, ma ispirata da Airaudo. Robotti si smarca e Ferrentino torna in auge

Quella che era una vicinanza o un idem sentire su alcuni fondamentali temi politici, sta diventando una vera e propria occupazione. Il 12 e 13 novembre Sinistra Ecologia e Libertà celebrerà il congresso provinciale per porre fine alla guerra fratricida che anima il partito dalla scorsa primavera e la Fiom pare sempre più intenzionata a giocare in questa partita un ruolo da protagonista, tanto da ispirare anche una mozione congressuale.  E’ il documento che riporta le firme del capogruppo in Sala Rossa Michele Curto (nella prima foto in basso) e della consigliera regionale Monica Cerutti, oltre all’ex parlamentare e sindacalista Titti Di Salvo e all’ex presidente del Consiglio provinciale Sergio Vallero.

 

Nel programma della mozione tornano i temi più cari della sinistra oltranzista, a partire da un “no”, senza se e senza ma, all’alta velocità, per culminare con una critica quanto mai feroce alla Cgil per l’accordo su contrattazione e rappresentanza sindacale, firmato con Cisl, Uil e Confindustria il 26 giugno scorso. Secondo fonti interne al partito sarebbe proprio il segretario del sindacato metalmeccanico, Giorgio Airaudo, a dettare la linea, utilizzando Curto come Cavallo di Troia per penetrare nel partito, mentre la Cerutti si fa garante di una convergenza fortemente sponsorizzata da Roma, o meglio da Terlizzi, anche a fronte di perdere una parte del consenso tra i militanti. Una ipoteca, quella del sindacato metalmeccanico, che non si limita all’aspetto morale: basti pensare che un centinaio di quadri Fiom si sono recentemente iscritti al partito e fondato una sezione tematica legata a “Lavoro e Sviluppo”. Persino Luca Robotti (foto accanto) la cui storia è stata a lungo legata alla falce e martello, ha ritenuto tutto ciò un affronto. E così anche l’esponente più illustre della tradizione del Pdci di Oliviero Diliberto all’interno del movimento vendoliano torinese ha deciso di rompere con Cerutti, sua alleata storica, e Curto, da lui sostenuto durante le primarie, per dare vita a una mozione alternativa, volta a evitare la deriva rifondarola del partito. Chi gongola di quanto sta accadendo è evidentemente il segretario Antonio Ferrentino (nell'ultima foto in basso), l’autore della terza mozione, sostenuta tra gli altri dal consigliere comunale Marco Grimaldi e dal presidente della X Circoscrizione Marco Novello, oltre a tanti altri eletti nelle municipalità torinesi. Tra un mese esatto, dopo i congressi dei circoli, emergerà la posizione maggioritaria e la sensazione è che non ci sarà spazio per chi uscirà sconfitto. La posta in palio è dunque altissima, come testimonia anche il miracolo della moltiplicazione delle tessere, passate in Provincia, da 800 a 1800 o il battibecco “in famiglia” consumatosi nella sessione mattutina del Consiglio comunale tra l’assessore all’Istruzione Maria Grazia Pellerino e il suo capogruppo Curto, che le ha inusualmente rifiutato una banale richiesta di rinvio di un’interpellanza. I numeri, per ora, dicono che i favoriti restano Curto e Cerutti, ma l’incognita legata a un possibile accordo tra Robotti e Ferrentino (programmi simili, ma una quasi insanabile incompatibilità di carattere) potrebbe rimettere in discussione il risultato finale.

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