Acqua Santanna

Il lato oscuro di Torino

C'è un'altra città dietro la patina luccicante di capitale della cultura e del loisir che la potente macchina della propaganda ha costruito e imposto. Quella dove banche e privati guidano la mano pubblica e ci si vergogna del proprio passato senza sapere dove andare

Torino ha cambiato pelle. Persino banale a dirsi. Da capitale dell’industria, ferrigna e tristanzuola, è diventata un centro rutilante di iniziative, un polo culturale, persino una meta turistica. È la città italiana che ha saputo meglio reinventarsi trovando nuove e inedite vocazioni, da one company town a city light. Tutto questo è stato possibile grazie alla potente iniezione di fondi pubblici che, dalle Olimpiadi invernali in poi, hanno accompagnano la trasformazione urbanistica, ma soprattutto con il sostegno di una potente e pervasiva opera di propaganda messa in piedi dal ceto dirigente. In verità dietro (o accanto) alla Torino scintillante c’è, nascosta, un’altra Torino, assai meno piacente: la città della sperequazione, delle banche padrone, dei privati che guidano la mano pubblica, della ex capitale dell’auto “che si vergogna del proprio passato operaio”, “che oggi non è più manifatturiera ma non è neanche qualcos’altro”.

 

È a quest’altro lato del capoluogo piemontese che si è dedicato un gruppo di osservatori partecipanti della realtà urbana, riuniti dall’associazione ambientalista Pro Natura. Con i contributi di Fabio Balocco, Piero Belletti, Paolo Ghisleni, Maurizio Pagliassotti ed Emilio Soave, fin dal titolo - Torino oltre le apparenze. Grattacieli, Grandi eventi, Disagio Sociale, Povertà – gli autori vogliono evidenziare la complessità delle trasformazioni di Torino negli ultimi 25 anni, elementi che hanno avuto al loro centro la candidatura, le realizzazioni e lo svolgimento dei Giochi Invernali del 2006 e che sono state viste come il simbolo del “cambiamento di pelle” della città: emblematicamente il passaggio da una città manifatturiera, centrata sull’industria dell’auto, ad una città che oggi vuole proporsi sempre più come città di cultura, turismo e “grandi eventi”, che ha conosciuto anche un forte sviluppo dei poli universitari.

 

Svelare la Torino, sommersa, che si cela dietro le apparenze, che i media spesso dimenticano di raccontare, più o meno volontariamente: questa l’ambizione di una pubblicazione che sta circolando in maniera semi-clandestina, finora ignorata dalle élite subalpine e dai grandi giornali. È la Torino “degli sprechi legati agli stadi; la Torino senza bussola urbanistica che vara più di 300 varianti al proprio piano regolatore; la Torino dei grattacieli di Piano e Fuksas, che vogliono competere in altezza con la Mole Antonelliana; la Torino del debito pubblico ingigantito proprio dalle olimpiadi invernali; la Torino che elimina il proprio passato industriale (Grandi Motori, Diatto) e vuole snaturare i propri palazzi storici (Cavallerizza); la Torino dei poveri, dei senza tetto, degli sfrattati e degli immigrati; la Torino del consumo di suolo e degli innumerevoli non-luoghi definiti “centri commerciali”; la Torino che non è più industriale e che non si sa ancora cosa sia”.

 

Pro Natura Torino  

Torino: oltre le apparenze

Grattacieli, grandi eventi, disagio, povertà

Arianna editrice, Bologna 2015

pp. 192, € 9,80

print_icon

2 Commenti

  1. avatar-4
    14:02 Giovedì 11 Febbraio 2016 Enea Bah !

    Quelli di Sistema torino ricordano "chiagne e fotte". Pagliassotti non dira' mai la parola mafia x il Lungo. Nonostante la famosa telefonata fra lucà e giorgio Demasi.

  2. avatar-4
    23:35 Mercoledì 07 Ottobre 2015 lancillotto Torino, nello scrigno di nonna Speranza !

    Fuori del salotto buono, cosa è rimasto della Torino bomboniera che profumava di ottocento. girando per le vie di Torino non si respirano magiche atmosfere gozzaniane.Abbuffate di cemento piegate al cattivo gusto raccontano il degrado e l'abbandono di una città povera e sottomessa non protagonista delle scelte che la rendono così lontana da una accettabile qualità della vita. A chi La paternità di questo trasformazione? ,

Inserisci un commento