A Grugliasco una strana trimurti

L'asse Turigliatto-Laus-dipietristi agita la vigilia della presentazione delle candidature alle primarie. L’ex sindaco batte tutti sul tempo e annuncia: “Pronto a scendere in campo”

Qualcuno a Grugliasco già parla di triumvirato. I protagonisti sono politici agli antipodi, che un nemico comune sta avvicinando. Differiscono per cultura e tradizioni politiche e per il metodo con cui amano portare avanti le proprie battaglie. Si tratta dei consiglieri regionali Mauro Laus (Pd)e Andrea Buquicchio (Idv) e dell’ex primo cittadino Mariano Turigliatto. I tre flirtano da tempo, come dimostrato anche dall’ultimo avvenimento che si è svolto giovedì sera in sala consiliare, dove si dibatteva di partiti ed etica pubblica. Ovviamente non è un caso se la location scelta fosse proprio nella principale città della cintura in cui in primavera si andrà alle urne. Una città in cui il centrosinistra vince dalle prime elezioni democratiche dopo il fascismo, eppure quella il cui esito resta ancora quanto mai incerto.

 

Nel Partito democratico il candidato favorito resta l’attuale assessore al Bilancio Roberto Montà, sostenuto in primis dal sindaco Mazzù e dalla maggior parte dei suoi assessori (compresi Luigi Musarò dei Moderati e Federica Petrucci di Sel, sebbene nei rispettivi partiti non manca chi da tempo si guarda intorno). L’avversario interno più credibile potrebbe essere  il vice sindaco Luigi Montiglio, già al lavoro per cercare le firme necessarie per presentarsi alle primarie, dopo che il capogruppo Salvatore Amarù, fortemente sponsorizzato da Laus, è rimasto vittima del regolamento recentemente approvato dalla direzione provinciale Pd e con ogni probabilità sarà costretto a rinunciare.

 

All’esterno, intanto, il carrozzone dei malpancisti è sempre più affollato. Intorno a Turigliatto e  Buquicchio (insieme nella foto) sta nascendo, infatti, una nuova aggregazione che, come un buco nero, continua ad attrarre scontenti di ogni estrazione e provenienza. In molti annusano solo l’aria cercando di intuire la direzione del vento, ma  di certo la presenza di un’alternativa sempre più forte non facilita il compito dei democrats. Il lavoro di Buquicchio finora è stato certosino: dopo aver fatto incoronare direttamente da Antonino Di Pietro il suo rampollo politico Marco D’Acri, ha iniziato a tessere una tela di alleanze a supporto della sua candidatura. Il dialogo, da subito, è stato proprio con Turigliatto, ex compagno di banco a Palazzo Lascaris con il quale ha conservato un ottimo rapporto. Poi la squadra si è allargata, agli scontenti del Pd, a partire dai consiglieri comunali di osservanza “lausiana” come Domenico Palomba e Rocco Marfulli, presenti giovedì sera così come il presidente del Consiglio Salvatore Fiandaca (Udc), Vincenzo Porcelli (Federazione della Sinistra), Umberto Marabese (dissidente di Sel) e lo stesso Montiglio, tra i pochi nella giunta democratica ad aver sempre mantenuto un rapporto cordiale con l’ex primo cittadino.

 

Per ora ogni triumviro ha una candidatura da sostenere e la fase più travagliata di un’alleanza, quella in cui  qualcuno dovrà compiere un passo indietro, non si è ancora presentata. Quindi resta difficile capire quale futuro possa avere un rassemblement che si sta plasmando per soddisfare le legittime ambizioni di ciascuno. Intanto Turigliatto bruciando tutti sul tempo ha già annunciato la propria partecipazione alle primarie, un atto impensabile fino a poche settimane fa visti i pessimi rapporti con sindaco e giunta e la sua netta opposizione a questa giunta sin dal suo insediamento. Eppure sarebbe proprio il regolamento del Pd a permetterglielo. Al punto 2 si legge: “La candidatura alle Primarie può essere avanzata da uno dei partiti della coalizione” e l’ex primo cittadino è tra i 100 fondatori in Italia della Costituente Ecologista e i Verdi di Angelo Bonelli, che oggi hanno due consiglieri nella maggioranza che sostiene Mazzù, gli hanno già assicurato il loro sostegno. Si faccia avanti chi vuole convincerlo a desistere.

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