MOBILITA'

L’auto del futuro è targata Palermo

Nel giorno in cui Fca e Google ufficializzano l'accordo per la vettura senza pilota, a Torino un designer originario della Sicilia prova a rilevare l'eredità dei Bertone, dei Ghia e dei Pininfarina. Le sue creature, pensate sotto la Mole, vedranno la Luce in Campania

Ora è ufficiale. L’auto del futuro, la nuova Supercar, passerà (almeno idealmente) dal Lingotto, grazie all’accordo tra Fca e Google, che insieme svilupperanno la nuova vettura senza pilota. Il centro operativo sarà a Mountain View, negli Stati Uniti, e per questo, almeno per ora, ricadute dirette su Torino non ce ne saranno, ma intanto, proprio nel capoluogo piemontese c’è chi scommette sul futuro e prova a rinverdire i fasti di una lunga tradizione, quella del design dell'auto. È Umberto Palermo, l’imprenditore che si pone sulla scia di una generazione illustre di “battilastra” come Bertone, Ghia, Pininfarina, Giugiaro. Quarantadue anni, originario del capoluogo siciliano che in eredità gli ha lasciato il cognome, Palermo si appresta a produrre le sue due creazioni nate dal brand Mole: Valentino, dal nome del grande parco torinese, e Luce: auto esclusive, personalizzate su misura per i mercati di Nord America, Europa e Giappone. La Luce è un prototipo di Gran Turismo con carrozzeria monoscocca in Pvc riciclabile e telaio tubolare di alluminio, mentre la sorella è basata sulla Tesla Model S, rispetto alla quale è stato rivisto il design dei fari e dei paraurti integrando il logo verticale del marchio nel frontale. Entrambe saranno presentate al Salone dell’auto di Torino in programma dall’8 al 12 giugno proprio nel parco del Valentino.

 

È il primo in Italia a puntare su due vetture elettriche, in parte discendenti della Tesla, proprio nei giorni in cui la Sacra Ruota del Lingotto ufficializza l’accordo con Google per la realizzazione dell’auto senza pilota, un progetto che secondo alcune ricerche è già realtà in un futuro non troppo lontano: nel 2020, secondo uno studio, questo tipo di vetture si conteranno nell’ordine di 10 milioni in tutto il mondo. Così l’innovazione nel mondo dell’auto torna almeno a lambire Torino, capitale delle quattro ruote durante il secolo ferrigno.

 

“Il futuro è dietro l’angolo” dice Palermo allo Spiffero ricordando l’inatteso successo della creatura di Elon Musk che può contare già su oltre 300mila ordini e su un’autonomia di 345 chilometri, che rende la propulsione elettrica finalmente competitiva sul mercato. È quella la strada intrapresa anche dal designer adottato da Moncalieri, popoloso centro alle porte di Torino, dove le sue aziende danno lavoro già a oltre 60 persone e possono annoverare tra i clienti più prestigiosi la Fca ma anche Ariston e Indesit. Perché Palermo non disegna solo auto ma anche oggetti di uso quotidiano, a partire dagli elettrodomestici. Un imprenditore eccentrico al punto da mettere in piedi un caffè letterario, l’Up, dalle iniziali del suo nome, “un luogo in cui possa entrare in contatto con le persone e comprendere i loro bisogni”. All’inizio della sua carriera è stato operaio e ascensorista, ha conosciuto gli anni della gavetta fino a un incontro che gli ha cambiato la vita. Quello con Ermanno Cressoni, papà di tante Alfa e Fiat, che lo adotta dal punto di vista professionale, un po’ come avvenne per Giorgetto Giugiaro con Dante Giacosa prima e Nuccio Bertone dopo. Palermo sbarca così a Torino all’Idea Institut e fa carriera: da semplice designer diventa direttore di reparto nel 2007; di lì a mettersi in proprio il passo è breve.

 

Istrionico ed eccentrico, una smodata sensibilità per la comunicazione e propensione alle relazioni, in particolare quelle che contano sono uno dei volani della sua finora brillante carriera che lo ha portato a essere tra i più promettenti designer a livello internazionale. Nel 2015 la decisione di buttarsi sull’auto elettrica, ma attenzione perché non è tutto oro quello che luccica: “Certamente l’auto elettrica offre dei vantaggi dal punto di vista ambientale, ma restano dei nodi irrisolti – spiega Palermo – a partire dallo smaltimento delle batterie”. Intanto fioccano i primi ordini – sono già 19 in poche ore – per un’auto che verrà prodotta solo su ordinazione – “siamo una piccola azienda artigianale noi” -. La sorpresa è che a ospitare i capannoni di Palermo, che daranno lavoro a una cinquantina di persone, non sarà il Piemonte, ma la Campania con cui nei prossimi giorni verrà ufficializzato un accordo che prevede l'insediamento nella regione del Sud Italia anche dell'attività "creativa" dei designer. Così l’azienda diventa a tutti gli effetti “nazionale”, mantenendo la testa nell’hinterland torinese e le braccia fuori dal confine regionale. E a chi dice che in vista dell’auto senza pilota la tecnologia dell’auto elettrica rischia di passare presto di moda Palermo risponde: “Ci vorrà molto tempo per arrivare a quel traguardo. Dovranno essere realizzati semafori e strisce pedonali satellitari, creare infrastrutture. Ci si arriverà per passi intermedi, la rivoluzione non sarà repentina, anzi già oggi esistono delle tecnologie che prevedono la possibilità di inserire in alcuni tratti il pilota automatico”. 

print_icon

0 Commenti

Inserisci un commento